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Dopo la rapina a mano armata in cento, Ghezzi: ''Solidarietà alla commerciante ma la sicurezza non aumenta con parole d'odio''

La vicenda risale a venerdì scorso, quando un signore di carnagione olivastra con una maglietta mimetica di colore griglio è entrato nel negozio Petit Mon Amour Chien Boutique e Toelettatura in vicolo del Vò per compiere in pieno centro storico una rapina a mano armata

Di L.A. - 09 giugno 2019 - 17:39

TRENTO. "Se vogliamo evitare che la città di Trento diventi territorio di caccia della propaganda salvinista, si deve prendere sul serio il tema della sicurezza, reale e percepita", così Paolo Ghezzi, consigliere provinciale di Futura, che aggiunge: "Solidarietà a Enrica Montaldo e verremmo a comprare nel suo bellissimo negozio". 

 

La vicenda risale a venerdì scorso, quando un signore di carnagione olivastra con una maglietta mimetica di colore griglio è entrato nel negozio Petit Mon Amour Chien Boutique e Toelettatura in vicolo del Vò per compiere in pieno centro storico una rapina a mano armata (Qui articolo).

 

Momenti di grandissima paura, l'uomo coltello alla mano ha minacciato la titolare del negozio e poi l'avrebbe colpita. La donna è caduta a terra e ha perso i sensi, mentre il malvivente ha rubato i soldi dalla cassa e qualche articolo (diversi i prodotti e oggetti in vendita trovati a terra) per poi darsi alla fuga. 

 

A trovare la signora è stata una cliente che entrata nel negozio e ha trovato la titolare svenuta sul pavimento e quindi ha immediatamente allertato i soccorsi. Fortunatamente la donna non ha riportato ferite gravi, anche se era stata trasportata all'ospedale Santa Chiara per gli accertamenti e gli approfondimenti del caso.

 

Tutto è accaduto in pieno centro, una via parallela a vicolo della Sat, dove lavorano i gruppi del consiglio provinciale, Futura inclusa. "La sicurezza non si garantisce solo con la polizia - prosegue Ghezzi - ma anche attraverso il presidio sociale del territorio, con la immaginazione civile che si fa impegno civico. Solidarietà dunque a Montaldo, e che il bellissimo nome del suo negozio, "Petit Mon Amour", aiuti le forze sociali culturali e politiche di Trento a non reagire con parole d'odio. E invece a trovare il modo perché "Trento Mon Amour" sia un luogo da abitare insieme, una città bella e vivibile che non si chiude nelle sue paure". 

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