"Danneggiata la cassetta delle offerte, rimossi gli arredi, asportata la targa". Ancora furti e vandalismi al bivacco Tita Secchi. I volontari: "Francamente comincia anche a stancare"

Capanna Tita Secchi a 1740 metri è una costruzione in legno nelle Prealpi Bresciane, aperta a tutti, che dispone di una piccola cucina attrezzata e di un bagno. A garantirne la manutenzione, oltre alle offerte, è il lavoro del gruppo Amici di Cima Caldoline: sono stati proprio loro, in uno dei giri di sistemazione settimanale, a scoprire l'amara sorpresa

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Nuovi vandalismi alla Capanna Tita Secchi (1740 metri) a Passo Portole, nelle Prealpi Bresciane. Aperto tutto l'anno, questo bivacco è gestito dai volontari del gruppo Amici di Cima Caldoline: sono stati proprio loro, durante il consueto giro di controllo e pulizia della struttura, a scoprire i danni.
"È stata nuovamente asportata la targa in legno che avevamo realizzato, sono state rimosse alcune parti dell'arredo interno, rimosse molte fotografie delle nostre iniziative ed è stato danneggiato anche il contenitore destinato alle offerte libere".
Situata tra la Cima Caldoline a est e il Corno Barzò a ovest, la Tita Secchi si trova al centro delle cosiddette "Piccole Dolomiti Bresciane", ed è una costruzione interamente in legno che dispone di una piccola cucina - attrezzata con bombola, lavandino, tavoli e panche - e di un bagno. La manutenzione della struttura, aperta a tutti, era possibile grazie al lavoro dei volontari, con il sostegno delle offerte che – prima dei vandalismi – venivano lasciate nell'apposita cassetta, e che già non bastavano a coprire i costi di manutenzione.
Nei giorni scorsi, ecco l'ennesima beffa. Stando ai volontari Amici di Cima Caldoline, non è la prima volta che avvengono simili episodi. Ora però, esasperati, promettono di raccogliere gli elementi e documentare quanto accaduto, così da poter segnalare l'accaduto, se necessario, nelle sedi opportune.
"Dispiace. E, francamente, comincia anche a stancare", commentano i volontari in un post sulla loro pagina Facebook. Ora l'appello è soprattutto rivolto a chi frequenta la montagna: "Quando entrate nella capanna, trattatela come fosse casa vostra. Lasciatela pulita, non rovinate ciò che trovate e segnalate eventuali comportamenti che possano danneggiarla".
Non solo un luogo di ricovero e riposo, la Capanna Tita Secchi è anche un luogo di memoria, a partire da quella del partigiano di cui porta il nome, e di memorie, di tutti coloro che negli anni l'hanno vissuta e se ne sono presi cura.
Di seguito, il post integrale del gruppo Amici volontari.
Ancora una volta. Ma la Capanna Tita Secchi non è di chi la danneggia: è di tutti
Durante il nostro consueto passaggio settimanale per la pulizia e il controllo della Capanna Tita Secchi, a Cima Caldoline, abbiamo purtroppo trovato nuovi danneggiamenti e furti.
È stata nuovamente asportata la targa in legno che avevamo realizzato, sono state rimosse alcune parti dell'arredo interno, rimosse molte fotografie delle nostre iniziative ed è stato danneggiato anche il contenitore destinato alle offerte libere.
Dispiace. E, francamente, comincia anche a stancare.
Come Gruppo Alpinistico Amici di Cima Caldoline continuiamo a prenderci cura della Capanna perché crediamo che la montagna debba rimanere un luogo aperto, accogliente e accessibile a tutti.
Chi arriva lassù trova gratuitamente un riparo, un tavolo dove consumare il proprio pranzo al sacco, un posto dove fermarsi, riposarsi e godere di queste montagne.
Non c'è un biglietto d'ingresso. Non c'è un gestore che incassa. Ci sono semplicemente volontari che dedicano tempo, lavoro e anche risorse proprie perché tutto questo possa continuare ad esistere.
Le offerte che raccogliamo durante l'anno sono poche e non coprono certo tutte le spese necessarie per mantenere la Capanna in ordine e in sicurezza. Abbiamo persino fatto redigere da un professionista una relazione tecnica sulla stabilità dell'edificio, oltre a sostenere ogni anno i costi assicurativi e quelli necessari alla sua manutenzione.
Per questo vedere qualcuno accanirsi ripetutamente contro questo luogo è ancora più difficile da comprendere.
Abbiamo alcuni elementi e stiamo documentando quanto sta accadendo. Li conserveremo e, se sarà necessario, li utilizzeremo nelle sedi opportune.
Ma oggi vogliamo rivolgerci soprattutto alle centinaia di persone che frequentano Cima Caldoline con rispetto.
Vi chiediamo una cosa molto semplice:
quando entrate nella Capanna, trattatela come fosse casa vostra.
Lasciatela pulita. Non danneggiate ciò che trovate. Segnalateci eventuali problemi. E, se vedete comportamenti che non rispettano questo luogo, aiutateci a proteggerlo.
Perché la Capanna Tita Secchi non è soltanto quattro mura sulla montagna.
È un luogo di accoglienza.
È un luogo di montagna.
Ma soprattutto è un luogo di memoria.
Tita Secchi, alpinista e partigiano delle Fiamme Verdi, organizzò proprio su queste montagne il gruppo S2 della Brigata Perlasca. Catturato durante un rastrellamento nazifascista nell'agosto del 1944, venne successivamente trasferito a Brescia e fucilato insieme a cinque compagni il 16 settembre 1944.
Quella Capanna porta il suo nome perché quella storia non venga dimenticata.
E forse è proprio questo il punto: si può rubare una targa, si può rompere un arredo, si può danneggiare un oggetto. La memoria, invece, è molto più difficile da portare via.
Noi continueremo a esserci.
E continueremo anche nella nostra tradizione.
Domenica 13 settembre. Capanna Tita Secchi – Cima Caldoline. Santa Messa alle ore 10.30. A seguire pranzo al sacco a offerta libera
Una giornata semplice, come piace a noi: montagna, amicizia e memoria.
La Capanna ci piace pensare, anche se la gestiamo da tanti anni con amore, che sia di tutti.
Proprio per questo, tutti abbiamo il dovere di proteggerla.
Gruppo Alpinistico
Amici di Cima Caldoline












