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Attualità | 15 agosto 2026 | 06:00

"Un anno fa ho rischiato di perdere tutto". Un volo di 50 metri dalla Strada degli Eroi. Dopo mesi di ospedale, Renato Leonardi del Rifugio Achille Papa ripensa a quei momenti

"Non posso che ringraziare tutto e tutti per il privilegio che mi è stato concesso. Grazie amici!". L'incidente avvenne il 13 agosto 2025, quando Leonardi, prima di finire in coma, riuscì ad uscire dall'auto e dare l'allarme. In quei lunghissimi giorni d'ospedale, l'affetto di amici e fedelissimi del rifugio fu fondamentale. Oggi, il gestore ripensa a tutti loro, colmo di gratitudine

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.

"13 Agosto. Giusto un anno fa ho rischiato di perdere tutto e oggi non posso che ringraziare tutto e tutti per il privilegio che mi è stato concesso. Grazie amici!".

 

È una riflessione molto semplice e asciutta, ma certo piena di gratitudine, quella che Renato Leonardi - vecchia conoscenza de L'Altramontagna e gestore del Rifugio Achille Papa - a un anno dal gravissimo incidente di cui è stato vittima. Eppure, basta questo a suscitare un'esplosione di vicinanza da parte della comunità che, in quasi cinquant'anni di gestione, si è creata attorno a Leonardi e al Rifugio: nel centinaio di commenti sotto al post, non ve n'è uno che non tradisca, come apprensione o incoraggiamento, un enorme affetto nei confronti dell'autore del post.

 

Per raggiungere con l'auto il Rifugio Papa, sul Massiccio del Pasubio, si passa attraverso la famosa Strada degli Eroi, una mulattiera di memoria bellica che procede per oltre dieci chilometri affacciata su una scarpata, e collega Pian delle Fugazze all'Achille Papa.

 

Quel 13 agosto 2025, percorrendo il percorso a scendere per l'ennesimo rifornimento, Leonardi precipitò nella scarpata per oltre cinquanta metri, rotolando attraverso il bosco a bordo del suo pick-up. Incredibilmente uscito dall'auto sulle sue gambe, Leonardi riuscì a lanciare l'allarme. Poi si accasciò, senza svegliarsi per ben dieci giorni.

Quando si risvegliò in ospedale, gli dissero che rimarrà a letto per ancora un mese, incapace di muoversi. Di lì, Leonardi inizierà un lungo percorso riabilitativo che si conclude mesi dopo: a novembre torna finalmente al Rifugio, giusto in tempo per la chiusura stagionale.

 

Quei giorni d'ospedale, però, lo avevano segnato duramente. "Non capisci se è giorno o se è notte, sei attaccato ai tubi e l'unica cosa che devi fare è stare tranquillo, cercare di dormire il più possibile. A un certo punto inizi a chiederti se camminerai ancora", raccontava a L'Altramontagna in un'intervista del marzo scorso, quando apprendevamo la notizia che per l'attuale stagione estiva sarebbe stato di nuovo pronto a prendere in mano l'Achille Papa.

 

Già allora, aveva capito benissimo quanto fosse valso l'affetto di amici e dei fedelissimi del Rifugio per trovare la forza di superare quei momenti. "Svegliarsi e leggere i messaggi di vicinanza di tutte quelle persone non ha prezzo".

 

A marzo, infatti, giusto un po' acciaccato dalle pesanti operazioni che aveva subito, si mostrava motivato e pronto per la prossima stagione, iniziata il 6 giugno scorso. Noi de L'Altramontagna, avevamo approfittato di questo entusiasmo per farci raccontare la storia della sua vita al Rifugio, a partire da quel lontano 1979, dove le cose erano assai diverse.

 

Ora, nel pieno della stagione turistica, ad un anno da quella scampata tragedia, Renato Leonardi si è preso un momento per mostrare la sua gratitudine, un ringraziamento rivolto a tutti e lungo una vita intera: ai vecchi compagni con cui ha preso in gestione il rifugio; a soccorritori, medici e infermieri che l'hanno salvato; al genero che ne sta raccogliendo l'eredità di rifugista; ed infine a tutti coloro che – nel momento del bisogno e non solo – hanno voluto portargli il loro sostegno e affetto.

 

"Ancora due anni e ne compio settanta, nonché cinquanta stagioni di rifugio", scherzava il gestore durante l'ultima chiacchierata con L'Altramontagna. "Se ci voglio arrivare dovrò stare attento mi sa che ho finito le mie nove vite".

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