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Incidevano gli organi sessuali di tordi bottacci e allodole per farli cantare meglio. Maxi operazione antibracconaggio, sequestrati 10 mila uccelli, 7 persone arrestate

Gli arrestati residenti in diverse regioni utilizzavano per comunicare uno slang criminale simile a quello usato per il traffico di stupefacenti. Il costo per singolo volatile va dai 250 ai 300 euro 

Di Giuseppe Fin - 04 febbraio 2019 - 13:18

TRENTO. Oltre 10 mila volatili, sia nidiacei che adulti, presi e messi in scatole di cartone per poi essere venduti al mercato nero. Un'attività illegale, con ramificazioni anche internazionali, che ha coinvolto non solo il Trentino ma anche molte altre regioni del nord Italia e fino ad arrivare alla Toscana.

 

E' un’operazione molto articolata di antibracconaggio e di tutela della fauna quella portata avanti sotto il coordinamento del Corpo forestale della Provincia di Trento e che ha visto l'arresto di sette persone, tutte residenti in altre regioni. A portarla avanti, oltre ai forestali trentini, anche i carabinieri del Veneto, Toscana, Emilia Romagna e Lombardia.

 

Le indagini sono partite a seguito di un arresto per furto di avifauna avvenuto in Trentino, a Mezzolombardo, negli ultimi mesi dello scorso anno che ha fatto scattare degli approfondimenti investigativi. Questi hanno permesso in pochi mesi  di ricostruire una vera e propria associazione a delinquere volta alla commissione di bracconaggio radicata, come già detto, in diverse regioni.

 

L'azione portata avanti dagli arrestati è stata molto strutturata. Durante la stagione primaverile veniva effettuato il controllo sullo stato di avanzamento dei nidi verificando la presenza di uova. Nel momento in cui ci si accorgeva che il nidiaceo era pronto per essere prelevato, i bracconieri, in gruppi di tre o quattro persone, percorrevano i filari di meleti o altri frutteti per “segnare” i nidi da asportare attraverso delle semplici fettuccine oppure con il Gps o attraverso l'uso luce a led visibile di notte. Da qui avveniva poi la vera e propria azione di bracconaggio: i nidi venivano messi in normalissime scatole di cartone, quelle delle scarpe o quelle utilizzate per contenere le risme di carta per la fotocopiatrice. I bracconieri preparavano anche dei pastoni per nutrire i piccoli volatili durante il trasporto da una regione all'altra per poi essere immessi nel mercato nero dove il costo per singolo uccello, in questo caso, dai 250 ai 300 euro

 

La maggior parte dei volatili sequestrati sono stati tordi ma non è l'unica specie presa di mira dai bracconieri. I poveri animali, in alcuni casi venivano anche sottoposti a vere e proprie sevizie con l'incisione degli organi sessuali per favorire il canto. I bracconieri si erano organizzati in una vera e propria azienda con una struttura gerarchica precisa e si erano dotati anche un linguaggio criminoso. Dalle telefonate intercettate, infatti, le forze dell'ordine hanno individuato anche una sorta di slang criminale simile a quello usato per il traffico di stupefacenti. I bracconieri usavano usavano “Bianchi” per riferirsi ai bottacci, “Rossi” per i tordi e “Piccoline” per le allodole.

 

“Anche l'uso di un linguaggio così particolare definito criptico – ha affermato il procuratore capo di Trento Sandro Raimondi - è evidente consuetudine a delinquere da parte di queste persone che non può essere improvvisata ad una singola operazione”.

 

Per il comandante del corpo forestale Trentino, Romano Masè, l'operazione portata a termine “E' tra le più rilevanti a livello nazionale per contrastare questo fenomeno odioso. Attraverso le indagini siamo riusciti ad individuare una rete illegale interregionale a valenza nazionale per la commercializzazione di volatili”. L'operazione ha spiegato infine il Procuratore capo mette in evidenza anche l'importante collaborazione tra le forze dell'ordine e le associazioni ambientaliste.

 

“L'attività – ha spiegato – di collaborazione con il Corpo forestale proseguirà perché la nostra intenzione è quella di incrementare l'attività anche ad altri ambiti che possono essere dannosi per l'ambiente come, per esempio, il traffico internazionale di rifiuti illeciti”.

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