La balena blu si rovescia, sfiorata la tragedia a Caldonazzo. L'artista Morandini: ''Ripensiamo insieme quest'opera, l'amministrazione apra un tavolo''
L'opera che si trova al centro del lago di Caldonazzo è nata nel 2017 da una visione dell'artista Angelo Demitri Morandini. Un'opera apprezzata e amata da tutti. Ora è arrivato il momento di ripensarla: "E' diventata un'opera d'arte relazionale''

CALDONAZZO. “L'amministrazione comunale dovrebbe ripensare, assieme a me che sono l'artista creatore, l'intera opera che con il passare del tempo è diventata un'opera d'arte relazionale”. Dopo quello che è successo ieri sul lago di Caldonazzo (QUI L'ARTICOLO) a parlare è l'artista Angelo Demitri Morandini.
Da lui è arrivata la visione che ha poi fatto 'nascere' la Balena Blu, un'opera d'arte realizzata circa due anni fa per celebrare la Bandiera Blu della FEE (Foundation for Environmental Education) assegnata ai laghi di Caldonazzo e Levico.
Ieri la balena è stata pressoché distrutta e si è sfiorata una vera e propria tragedia. Ovviamente nessuna colpa all'artista ma, più che altro, a causare il pericolo è stato il non rispetto da parte dei bagnanti al divieto di avvicinarsi e soprattutto il divieto di non salirci sopra.
Una ventina di persone, infatti, nel pomeriggio di ieri si sono avvicinate per poi salire sulla coda e sul dorso della balena. Una situazione vietata. Il peso ha provocato il rovesciamento dell'intera struttura che ha trascinato sott'acqua anche dei gonfiabili. Fortunatamente non ci sono stati feriti e grazie al veloce intervento del personale di Spiagge Sicure, sono stati portati in salvo due bambini spaventati.

“Questa scultura – ha spiegato Morandini – è diventata con il tempo un'opera d'arte relazionale. La balena è un elemento che tantissime persone vogliono toccare e con cui farsi fotografare assieme. Per questo io credo che si possa creare un tavolo con me e l'amministrazione per riuscire a ripensarla”.
Un'opera, ha spiegato l'artista, che oggi appartiene a tutti. “I divieti – ha concluso Morandini – non sono evidentemente sufficienti. O si leva oppure ci sediamo tutti assieme e la ripensiamo ci sono delle possibilità straordinarie”.












