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Le tradizioni della Valsugana e del Lagorai rivivono in Piazza San Pietro con il presepe di Scurelle. Tisi a Papa Francesco: ''Le chiediamo di benedire la nostra comunità e il nostro Trentino''

Oggi a Roma una delegazione di 700 trentini, tra i quali anche i membri della giunta Fugatti, hanno tenuto a ''battesimo'' il presepe scelto dal Vaticano. Presente anche l'arcivescovo di Trento che ha celebrato la messa nella cattedrale romana

Pubblicato il - 05 dicembre 2019 - 18:21

ROMA. I bellissimi personaggi in legno a grandezza naturale raccontano la Natività e offrono uno scorcio del Trentino di inizio Novecento con le sue tradizioni, i suoi valori e i mestieri di un tempo. E oggi a Roma è arrivata una delegazione di circa 700 trentini, culminata con l'udienza privata con Papa Francesco e poi, proprio con l'inaugurazione del presepe di Scurelle. Prima però la messa in San Pietro officiata dall'arcivescovo di Trento, Lauro Tisi che ha rivolto queste parole a Papa Francesco:

 

Santo Padre,

nel presepio allestito in piazza San Pietro batte il cuore della creativa comunità di Scurelle, eco di tutto il Trentino, dalle cui montagne Le giunge un abbraccio fraterno. La Natività racconta che Dio entra nella nostra Storia in punta di piedi con grande discrezione. Nella discrezione e nella tenerezza abbiamo il codice genetico dell’amore.

 

È affascinante l’umanità del nostro Dio. In essa trova appagamento il nostro anelito alla bellezza. La gratuità che la abita non è un sordo dovere. È la grande opportunità che ci viene offerta di essere liberati dall’ossessione di noi stessi per respirare la gioia di vivere.

 

Il presepio che Le doniamo è il nostro inno alla gratuità e alla scoperta della forza dirompente del “noi”. Chiediamo al Bambino di Betlemme che l’intrecciarsi gioioso di tante mani che hanno costruito il presepio, ora continui nell’intrecciarsi attivo delle mani, per soccorrere i fratelli e le sorelle segnati dalla fatica della vita. Non ci accada di avere tavole imbandite, ma senza commensali. Avere il pane, ma non avere i volti, è come non avere nulla.

 

Santo Padre, Le chiediamo di benedire questo nostro presepio, la nostra comunità, il nostro Trentino. Noi pregheremo per Lei.

Scelto dal Vaticano per il Natale 2019, il Presepe allestito in Piazza San Pietro ha alle spalle oltre vent’anni di storia, di impegno e di volontariato che ha coinvolto tutta la comunità. È il racconto di una piccola comunità di montagna il Presepe di Scurelle: una comunità della Valsugana che vive vicina alla natura, che le dona la farina per fare la polenta ma anche il legno per costruire il tetto della propria casa, dove il solo stare insieme strappa un sorriso durante il duro lavoro nei campi e la famiglia è unita da valori forti e tramandati dagli anziani ai bimbi.

 

 

Al centro di questa comunità si svolge il momento della Natività con Giuseppe e Maria che adorano il Bambino Gesù appena nato, in una umile capanna in legno e pietra. Una rappresentazione toccante pone in contatto la sacralità del momento più importante per il Cristianesimo con le tradizioni della catena montuosa del Lagorai, che domina la Valsugana. In questa meta del Trentino, oggi famosa per le sue cime e la sua natura, c’è Scurelle, un paesino di circa 1400 abitanti. Proprio qui, oltre vent’anni fa, è nata l’idea di realizzare il Presepe che quest’anno è allestito in Piazza San Pietro in Vaticano.

 

La ricchezza di questa opera sta prima di tutto nella comunità che l’ha realizzata. Anno dopo anno, il Comitato “Amici del Presepio e recupero tradizioni locali Scurelle” ha contato sulla collaborazione di tutto il Paese, dall’amministrazione comunale agli Alpini, dai Vigili del Fuoco Volontari ai bimbi della scuola elementare, dalla parrocchia al Gruppo Missionario, fino ai privati cittadini e alle imprese del circondario. Tutti hanno contribuito, con un oggetto di famiglia attraverso cui narrare il lavoro dei propri avi, le vesti delle statue, la costruzione delle capanne, la condivisione dei saperi di un tempo e il sostegno verso il lavoro degli artigiani.

 

 

Le statue sono state realizzate a grandezza naturale e completamente in legno. La grande espressività dei loro visi è opera dall’artigiano Felix Deflorian, con la collaborazione dei figli Tiziano e Maria Rosa. La realizzazione del presepe è stata curata dal Comitato presieduto da Ivo Tomaselli e da circa 70 volontari. Il Presepe vede la presenza di due casette, anch’esse tipiche del Trentino: la stalla in cui è posta la Natività, e la Casera, tipica abitazione tradizionale del Lagorai.

 

Tra i personaggi raffigurati, ci sono alcune figure tipiche di queste valli trentine, come il Kromaro, venditore itinerante di stampe religiose che girava l’Europa, ma anche la giovane casara con in mano la Pigna, strumento tradizionalmente usato per fare il burro, o la donna che fila la lana delle pecore per riscaldarsi durante i mesi più rigidi. I personaggi sono complessivamente ventitré. Non mancano poi riferimenti al bosco trentino, duramente colpito nel 2018 dalla tempesta Vaia come i tronchi spezzati dalla furia del vento e alcune  radici di alberi sradicati posizionate attorno al presepe.

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