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Trento
29 dicembre | 21:05

Giubileo, in mille per l’apertura dell’Anno Santo a Trento. Il grazie del vescovo Lauro Tisi ai tanti giovani: “Siete segno di stupore e meraviglia. Vi consegno l’umanità di Gesù”

Si è aperto con più di mille fedeli giunti al Duomo di Trento, e nel segno delle nuove generazioni, l’Anno Giubilare: ad accompagnare la grande croce di legno, prima dell'inizio della Santa Messa, oltre trecento giovani

Giubileo, in mille per l’apertura dell’Anno Santo a Trento
di Redazione

TRENTO. Si è aperto con più di mille fedeli giunti al Duomo di Trento, e nel segno delle nuove generazioni, l’Anno Giubilare: ad accompagnare la grande croce di legno, prima dell'inizio la Santa Messa, oltre trecento giovani.

 

La croce, costruita agli allievi della scuola di formazione professionale di Tesero con il legno degli alberi abbattuti da Vaia e colpiti dal bostrico, è stata portata a mano dalla chiesa di San Francesco Saverio fino alla Cattedrale e collocata al centro del presbiterio.

 

La celebrazione è stata presieduta dall’arcivescovo Lauro Tisi, accanto al vescovo emerito di Trento Luigi Bressan e al vescovo emerito di Mossorò Mariano Manzana, ed è proseguita con la benedizione dell’acqua a ricordo del sacramento del Battesimo.

 

Non “Anno magico” ma “Anno Santo”, ha esordito don Lauro Tisi nell’omelia, dopo la proclamazione Vangelo che in questa domenica "racconta il ritrovamento di Gesù nel Tempio da parte dei suoi genitori in ansia".

 

“Come Maria e Giuseppe pur nello smarrimento e nell’angoscia di quest’ora segnata da guerre, ingiustizie planetarie e violenza diffusa – ha aggiunto Lauro Tisi – compresa quella contro il creato, siamo invitati a cercare nei volti degli uomini e delle donne del nostro tempo l’umanità di Gesù”.

 

Don Lauro ha poi ringraziato i tanti giovani presenti per la loro capacità di mantenere intatti “stupore e meraviglia e disponibilità alla novità”: “A tutti voi e a tutte le comunità della Diocesi sento di non avere altro da consegnare se non il volto di Gesù, la sua umanità che non smette di affascinarmi, di scaldarmi il cuore, di regalarmi speranza. Non mi stancherò di dirlo: Gesù ha dimostrato di essere veramente Dio mostrando come si può essere veramente uomini”.

 

E di qui l’invito alle comunità a riscoprire l'umanità di Cristo attraverso l'Eucaristia, curando in particolare le celebrazioni e rendendole più partecipate e accoglienti soprattutto pensando ai più giovani.

 

Monsignor Tisi ha poi evocato un elemento caratterizzante il Giubileo nella storia come il “lasciar riposare la terra e la remissione del debito”. Di qui l’appello a “far riposare le nostre parole liberandole dall’aggressività” e a riconoscere “con serenità la presenza in noi del bisogno di essere perdonati e riconciliati”.

 

Il Giubileo, è l’auspicio dell’Arcivescovo, dovrà aiutare a far sì che “le nostre comunità diventino comunità vocazionali”, nella bellezza del matrimonio, del ministero sacerdotale, nella vita religiosa o missionaria.

 

All’uscita dal Duomo è stato infine distribuito ai fedeli il messaggio dell’Arcivescovo in occasione del Giubileo "Nella terra della speranza" e il santino con l’immagine della croce del Giubileo accanto alla preghiera dell’Anno Santo.

 

La croce del Giubileo sarà esposta e caratterizzerà tutti i momenti di preghiera nell’Anno giubilare nelle chiese che ne hanno fatto richiesta, in particolare le quattro chiese giubilari – oltre alla Cattedrale, la Basilica di Sanzeno, il santuario di Piné e la chiesa di San Vigilio a Spiazzo Rendena – dove sosterà più a lungo, con momenti di spiritualità e preghiera.

 

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