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L'esplosione nucleare a 470 chilometri dalla Finlandia. Greenpeace: ''Radiazioni cresciute di 20 volte''. Il Cremlino: ''Gli incidenti succedono''

I morti tra scienziati e tecnici da cinque sono diventati sette nell'esplosione al centro di ricerche nucleari nella base missilistica di Nenoska. La Russia risponde a Washington: "Sarebbe strano se un Paese - una superpotenza mondiale che investe più risorse nella difesa rispetto a tutte le altre nazioni - non fosse impegnata in progetti simili". Nel frattempo brucia la Siberia, un disastro ambientale senza precedenti e i depositi di munizioni esplodono

Di Luca Andreazza - 14 agosto 2019 - 12:22

TRENTO. "Non ho nulla da aggiungere rispetto a quanto detto. Posso assicurare che in questa situazione le agenzie competenti sono in azione per assicurare il massimo grado di sicurezza alle popolazioni della federazione russa", così Dmitry Peskov, portavoce del Cremilo, dopo aver spiegato che "Gli incidenti, purtroppo succedono. Sono tragedie, ma in questo caso particolare è importante ricordare quegli eroi che hanno perso la vita in questo evento". Ma questo è solo l'ultimo dei problemi registrati in Russia, divorata nella zona della Siberia da un vasto incendio: un disastro ambientale che comporta anche l'esplosione di depositi di munizioni.

 

Nel frattempo i morti tra scienziati e tecnici da cinque sono diventati sette, mentre altri sarebbero gravemente feriti nell'esplosione al centro di ricerche nucleari nella base missilistica di Nenoska avvenuto giovedì 8 agosto. Ma il bilancio non è ancora chiaro. Dopo giorni di silenzio e dichiarazioni vaghe, solo nelle ultime ore Mosca ha rotto il silenzio, anche sotto la pressione delle preoccupazione dei cittadini (Qui articolo).

 

Non solo, Peskov ha anche ripetuto un'affermazione di Vladimir Putin: "Gli sforzi per sviluppare questa tipologia di tecnologia resta considerevolmente più avanti rispetto al livello di altri Paesi", quindi ha risposto al tweet di Donald Trump ("Non è una cosa positiva, stiamo acquisendo informazioni"): "Gli Stati Uniti dispongono di tecnologie simili, ma un po' più avanzate. Sarebbe strano se un Paese - una superpotenza mondiale che investe più risorse nella difesa rispetto a tutte le altre nazioni - non fosse impegnata in progetti simili. Ecco perché queste non sono informazioni nuove".

I media hanno, intanto, precisato che i medici che hanno assistito i feriti sono stati inviati a Mosca per controlli, mentre i sanitari hanno firmato un documento di riservatezza, c'è il divieto di lasciarsi scappare qualche segreto. Nel frattempo è stata annullata l’evacuazione degli abitanti. Anche se le diverse indiscrezioni lasciano presupporre un evento di una certa gravità. Il New York Times si spinge a paragonare l'esplosione ai livelli del disastro di Chernobyl del 1986, anche se in scala minore (Qui articolo). 

 

Ogni volta che succede un evento simile, che coinvolge la tecnologia nucleare, la memoria corre al più grande disastro della storia, quando l'area era dominata dall'Unione Sovietica. A distanza di oltre trent'anni, si ritiene che parte della tragedia fu causata dalla lentezza di intervento del regime tra burocrazia, corruzione dei propri funzionari e della propaganda ufficiale, ma soprattutto per il tentativo di coprire la verità.

 

A distanza di quasi una settimana, esperti e analisti cercano di capire quanto effettivamente sia successo nella base militare russa nella regione di Arkhangelsk sulle coste del mar Bianco a circa 470 chilometri dalla Finlandia. Anche perché in realtà non è stata rilasciata alcuna informazione sulle cause e sulla portata dell’incidente, dopo giorni è arrivata una conferma, seppur indiretta, che avrebbe avuto una natura nucleare

Secondo Greenpeace il livello di radiazioni è cresciuto di 20 volte mentre l’agenzia meteorologica russa Rosgidromet ha indicato martedì 13 agosto, un aumento di 16, una situazione poi tornata secondo l'autorità nella regola: si parlerebbe di dati anormali, ma non allarmanti, anche se resta lo scetticismo tra i civili e la navigazione è stata bloccata per un mese. Nelle stesse ore il comune di Severodvinsk, circa 50 chilometri a est, aveva pubblicato sul proprio sito un rapporto secondo cui due rilevatori di radiazioni avevano raggiunto un picco. Il rapporto è stato successivamente rimosso dal sito, ma nel frattempo gli abitanti di diverse città vicine si erano affrettati a fare scorta di iodio, una sostanza che neutralizza in parte gli effetti delle radiazioni. Il ministero della difesa riporta, invece, che il livello di radiazioni sarebbe normale.

 

Le fonti ufficiali hanno parlato di un problema ad un propulsore, un piccolo reattore, nel corso di un test. Un incidente che ha attivato poi le intelligence, gli Stati Uniti hanno puntato i satelliti-spia e si sono messi al lavoro sul materiale a disposizione per capire quanto successo e la portata dell'incidente: sembra che il disastro sia avvenuto su una piattaforma off-shore usata per la messa a punto di un propulsore nucleare per il nuovo missile da crociera atomico SSC-X-9 (Burevestnick), un’arma potente e innovativa per il Cremlino. 

 

E' un missile a propulsione nucleare e la Russia è operativa in questo senso da alcuni anni: Putin ha parlato del progetto per la prima volta nel 2018. Un'arma che le agenzie di intelligence statunitensi temono molto. Da tempo, infatti, le principali potenze al mondo cercano di superare la tecnologia che alimenta i missili terra-aria, che funzionano ancora a combustibile e sono per questo lenti e prevedibili. Un missile a propulsione nucleare, invece, si muoverebbe molto più velocemente (fino a cinque volte la velocità del suono), potrebbe colpire qualsiasi punto del pianeta e soprattutto renderebbe inefficaci gli attuali sistemi di difesa missilistici degli Stati Uniti e della Nato.

Tra febbraio e novembre del 2018 il missile è stato lanciato in via sperimentale per quattro volte, riporta la Cnbc, e ogni test si è concluso con un fallimento. Ora l'esplosione. A questo si aggiunge una catastrofe ambientale in Siberia, dove ettari e ettari di foresta sono in fiamme: questo comporterebbe anche l'esplosione di depositi militari con vari tipi di munizioni, anche quelle per l'artiglieria pesante, come nel caso del 5 agosto scorso a Kamenka nella regione del Krasnoyarsk

 

 

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