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L'orso investito non è stato trovato: rinvenute orme, peli e residui organici ma lui si è allontanato rapidamente

Venerdì sera l'investimento sulla Ss45Bis in località Pietramurata. Illeso il conducente dell'auto, che invece è rimasta molto danneggiata sulla parte anteriore. Qualcuno ci ha chiesto se l'orso in questo periodo dell'anno non dovrebbe essere in letargo: ecco la risposta

Di Luca Pianesi - 01 December 2019 - 10:15

DRO. Lui non è stato trovato ma tracce evidenti del suo passaggio sono emerse durante le ricerche il che fa ben sperare anche per il suo stato di salute. Orme, ciuffi di pelo e anche dei residui organici sono stati trovati dopo l'incidente grazie all'aiuto, anche, delle unità cinofile. Insomma l'orso investito venerdì sera sulla Gardesana, all'altezza di Piertramurata, si è allontanato autonomamente e pur sicuramente malconcio, per la botta rimediata, non avrebbe perso sangue e avrebbe percorso in poche ore decine di chilometri facendo perdere le sue tracce forse già lasciando la vallata del Sarca.

 

I fatti ve li abbiamo raccontati poco dopo che erano accaduti. Venerdì sera, intorno alle 20, subito dopo il ponte del Gobbo che scavalca il torrente Sarca, un'Audi si è vista sbucare all'improvviso un plantigrado che le ha attraversato la strada. Il ragazzo a bordo dell'auto ha cercato di inchiodare ma l'impatto è stato inevitabile. La macchina è rimasta fortemente ammaccata con il muso che si è accartocciato e il cofano sfondato mentre il ragazzo alla guida, fortunatamente, non ha riportato nessuna conseguenza. Subito ha chiamato i soccorsi e sul posto sono arrivati i vigili del fuoco di Dro con due mezzi e sette pompierii carabinieri di Riva del Garda, la forestale e il nucleo cinofili provinciali che si sono immediatamente messi alla ricerca del plantigrado ferito e scappato nelle campagne.

 

 

Ricerche che, però, sono state ritenute concluse una volta accertato che l'animale si era già allontanato rapidamente dal luogo dell'incidente senza lasciare tracce di sangue, facendo quindi pensare al meglio. Il dato che fa riflettere è il fatto che quest'orso si trovasse a quota così bassa in questo periodo dell'anno dove i plantigradi cominciano ad andare in letargo. La spiegazione è data dalle condizioni climatiche: le forti nevicate anticipate dei primi di novembre hanno spinto molti animali a scendere a valle in cerca di cibo. Poi è arrivato il repentino rialzarsi delle temperature per un clima, quello degli ultimi giorni, molto più autunnale che invernale.

 

Da ciclo naturale, comunque, niente di straordinario. A seconda delle annate gli orsi in letargo, tendenzialmente, ci vanno in dicembre quando il freddo si fa più intenso (e comunque sulle Alpi raramente è un sonno continuo: gli orsi nelle ore più calde del giorno possono uscire dalla tana pur rimanendo nelle sue vicinanze).

 

Questa la descrizione per i mesi di novembre e dicembre data dal sito Grandi Carnivori della Provincia sul comportamento degli orsi:

 

Novembre

''In talune annate inizia a nevicare, le disponibilità alimentari divengono sempre più ridotte. Gli orsi diventano un po’ più pigri riducendo l’attività motoria e l'alimentazione nel corso della giornata. Le femmine gravide e quelle accompagnate dai piccoli dell’anno iniziano a ritirarsi nelle tane dove trascorreranno il lungo periodo di “letargo”. Gli ovuli fecondati durante la stagione riproduttiva si impiantano nella parete uterina e inizia lo sviluppo embrionale. Anche i maschi, solitamente con un po' di ritardo, raggiungono la propria tana''.

 

Dicembre
Gli orsi sono solitamente in “letargo”; le funzioni vitali quali temperatura, frequenza respiratoria e battito cardiaco sono decisamente ridotte, al fine di limitare al minimo il consumo di energie

 

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