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Maxi operazione del corpo forestale trentino, 18 persone arrestate e sequestrati 1500 nidiacei. Sette le regioni coinvolte

Sono sostanzialmente due le aree e le organizzazioni su cui si è indagato: un sodalizio trentino e una seconda organizzazione, capeggiata da trevigiani e friulani

Pubblicato il - 20 dicembre 2019 - 17:11

TRENTO. Ci sono 18 persone arrestate, di cui 7 in carcere e tra queste anche un trentino, 46 perquisizioni in sette regioni italiane, più di 50 indagati, con capi di imputazione che comprendono ricettazione, furto venatorio e riciclaggio, il sequestro di circa 1500 nidiacei nelle provincie di Trento, Vicenza, Brescia, Firenze e Venezia, assieme anche ad armi e materiale per il traffico. Questo il bilancio dell’operazione “Pullus Freedom”, contro il traffico di uccelli da richiamo.

 

Una lunga attività di indagine condotta dal personale del corpo forestale della Provincia autonoma di Trento su delega della Procura della Repubblica di Trento. A prendere parte all'attività anche i Carabinieri, del Corpo Forestale della regione Friuli Venezia Giulia e della Polizia di Stato.

 

L’indagine è la prosecuzione di quella che a gennaio di quest’anno aveva portato all’arresto di altre 7 persone. Grazie al lavoro di indagine che è stato fatto, ha sottolineato il Procuratore Raimondi, si sono potuti riassumere nei capi di imputazione tutti gli episodi in contestazione, in modo meticoloso.


Sono sostanzialmente due le aree e le organizzazioni su cui si è indagato: un sodalizio trentino, indirizzato alla raccolta diretta di nidiacei nell’area del Burgraviato (Val Venosta, Val dell’Adige e Merano), con ricettazione della refurtiva presso un grosso allevatore bresciano; una seconda organizzazione, capeggiata da trevigiani e friulani, particolarmente attiva nell’importazione di uccelli nidiacei catturati da altre organizzazioni estere e rivolta allo smistamento degli uccelli nel nord e centro Italia. Il numero di uccelli trafficati si stima in circa 20 mila, con un danno al patrimonio indisponibile dello Stato stimabile in centinaia di migliaia di euro.

 

“I nidiacei - il dirigente del Servizio Foreste e Fauna Giovanni Giovannini - acquistavano valore ad ogni passaggio, dai 30 euro iniziali fino a 150 - 300 euro per gli esemplari adulti”.


Ad esito delle indagini, le operazioni di arresto e perquisizione sono state svolte il 18 dicembre scorso da parte del Corpo forestale della Provincia autonoma di Trento in stretto raccordo con sette reparti dei Carabinieri Forestali (Il Gruppo Carabinieri Forestale di Treviso con attività delegata su tutto il Veneto; Il S.O.A.R.D.A. per la regione Lombardia; il Nucleo CITES nelle Marche; Il NIPAAF di Pistoia sulle Provincie di Massa, Pistoia, Arezzo e Pisa; i Gruppi Provinciali Carabinieri Forestali di Brescia, Bergamo e Napoli per le restanti province), con la collaborazione del Corpo forestale Regionale Friuli Venezia Giulia per le province di Pordenone e Udine e della Polizia autostradale. In tutto sono intervenuti oltre 250 appartenenti alle forze dell’ordine.

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