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Minatori, spazzacamini o manovali, quando ad emigrare erano i trentini. Il 'Mondo in piazza'' ha fatto tappa a Malè

Al centro di questa terza tappa l'emigrazione dei trentini con storie e speranze presentate attraverso il progetto “Mi racconti la tua storia?” promosso dal comune di Commezzadura e finanziato dai Piani Giovani della Val di Sole. Nel corso della giornata tantissime iniziative 

Fumetti di Flavio Rosati - Il Flaviatore
Di Giuseppe Fin - 30 giugno 2019 - 17:17

MALE'. La povertà, la miseria e la fame hanno costretto intere famiglie a lasciare la propria terra di origine, per raggiungere un porto dove acquistare un biglietto con sacrifici enormi e poi imbarcarsi in viaggi lunghissimi, interminabili e che potevano durare anche mesi. Stiamo parlando di trentini, persone che negli anni passati per poter guardare ad un futuro migliore sono andati in altri continenti. Ma c'è anche chi durante la prima guerra mondiale dovette lasciare la Val di Sole ed emigrare per allontanarsi dal fronte della guerra per essere al sicuro. Così in tanti furono spostati in Austria, dove la guerra si sentiva meno. Potevano portare con sé solo 5 chili di bagaglio per persona.

 

Sono questi alcuni degli spaccati dei racconti sull'emigrazione trentina raccolti con il progetto “Mi racconti la tua storia?” promosso dal comune di Commezzadura e finanziato dai Piani Giovani della Val di Sole.

 

Le testimonianze sono state raccolte dagli studenti delle classi prime e seconde delle Scuole superiori di primo grado di Malè e Fucine di Ossana e ieri sono stati protagoniste della terza tappa del “Mondo in piazza” l'importante iniziativa finanziata dalla Pat ed organizzata da un team di associazioni, quali associazione 46° Parallelo-Atlante delle guerre e dei conflitti del mondo, Acav (Associazione centro aiuti volontari), Atas onlus (Associazione trentina accoglienza stranieri) e Uisp del Trentino.

 

Un viaggio sul territorio raccontato anche da il Dolomiti che vuole affrontare il tema delle migrazioni, dall’accoglienza della diversità alla storia dell’emigrazione trentina attraverso il coinvolgimento delle associazioni locali.

 

Il viaggio de “Un mondo in piazza” ha fatto tappa ieri a Malè. Qui il focus principale è stato sull’emigrazione trentina che si è avuta a più riprese, tra XIX e XX secolo. Le emigrazioni funzionavano come valvola di sfogo alla penuria di risorse presenti nelle valli alpine. Si emigrava per fame. Luoghi privilegiati di questa migrazione furono gli Stati Uniti e il Canada. Ma si trovano ancora famiglie emigrate in Cile, in Svizzera, in Germania negli anni ’60 del ‘900.

 

Ed è proprio da qui che è partita l'iniziativa a cura dei Piani Giovani di Zona di Alta e Bassa Val di Sole con il progetto “Mi racconti la tua storia?” attraverso il quale gli studenti delle medie, raccogliendo alcune testimonianze, hanno realizzato dei lavori che si presentano come una vera e propria ricerca etnografica in cui emergono una molteplicità di punti di vista, visioni e prospettive su un fenomeno che in passato ha interessato le vicende familiari di molti ragazzi e che oggi caratterizza la loro realtà scolastica, sempre più multiculturale.

Dalle parole dei testimoni esce uno spaccato unico della storia trentina fatta di dolore e tristezza per essere costrette a lasciare la propria terra ma anche di speranza verso il futuro. C'è chi se ne è andato verso il Belgio per lavorare nelle miniere e verso la Francia e la Germania per fare gli spazzacamini o i manovali nell’edilizia. Questi operai vivevano in baracche o misere abitazioni e quel poco che riuscivano a guadagnare, veniva inviato alle famiglie e spesso venivano discriminati perché stranieri.

 

Storie, di partenze e di arrivi, di miti e di speranze, di emozioni e di impressioni, che coprono i cinque continenti e che grazie il progetto sono state riprese davanti la telecamera. Un patrimonio culturale immateriale immenso, da preservare e tutelare, da raccontare e mantenere vivo.

 

Sempre durante il pomeriggio uno sguardo, grazie ad Acav, è stato dato sulla situazione in Uganda e il modello di accoglienza adottato. Infine la giornata è terminata con lo spettacolo teatrale a cura della compagnia teatrale F.a.r.m. (Fabbrica dei Racconti e della Memoria), “Eisbolé” in piazza Regina Elena.

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