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Papillon-M49 ha raggiunto il Lagorai. Degasperi: ''E' in un luogo scarsamente antropizzato. Ora si ritiri l'ordinanza di cattura''

L'orso sfuggito alla giunta provinciale che lo aveva catturato e portato al Casteller, dopo lungo peregrinare ha raggiunto il luogo migliore dove potersi riparare: la Catena del Lagorai, infatti, è uno dei luoghi più incontaminati del Trentino

Di Luca Pianesi - 05 settembre 2019 - 17:29

TRENTO. Papillon avrebbe completato la sua fuga e ora sarebbe arrivato nel Lagorai. L'orso più famoso d'Italia dopo aver messo sotto scacco la giunta leghista, eletta a suon di slogan anche contro i grandi carnivori e che, fino ad oggi, è riuscita solo nell'impresa di farsi scappare l'unico orso catturato inserendolo in un contesto molto più antropizzato e soprattutto sulla parte est del Trentino (e quindi a sinistra dell'Adige e dell'Autostrada barriere praticamente invalicabili per i plantigradi), ora avrebbe fatto, forse, scacco matto.

 

La catena del Lagorai, infatti, da molti era considerata il luogo migliore per mettersi al sicuro dal mandato di cattura che pende ormai da quasi due mesi su di lui (sia da parte della Provincia di Trento che, da poche settimane, da parte della Provincia di Bolzano). Il Lagorai resta uno dei luoghi più incontaminati del Trentino con maggiori spazi aperti, vette, laghi, un luogo dal punto di vista naturalistico davvero unico. E allora ecco che un orso (che ha un raggio di azione di svariate decine di chilometri al giorno) senza radiocollare può diventare davvero introvabile conquistandosi una libertà che fino a pochi mesi fa sembrava negata per volontà politica. 

 

Questa mattina una vitella è stata trovata senza vita proprio nel Lagorai (al momento la località resta top secret anche se sarebbe nella direzione della Val di Fiemme) e i segni sul corpo non lascerebbero dubbi sull'aggressione da parte di un plantigrado (troppo profonde le unghiate e le lacerazioni per pensare a lupi o altri animali). Inoltre sono state trovate anche delle feci che saranno analizzate. 

 

E ora che si è ''conquistato'' la libertà percorrendo tantissimi chilometri e superando ostacoli, schivando rischi e, tra le altre cose, causando pochissimi danni (era il ricercato numero in quanto ''recordbear'' per i danni causati dai plantigradi del Trentino pur trattandosi di cifre minime QUI APPROFONDIMENTO) potrebbe davvero farla franca. Sul tema si è espresso anche Filippo Degasperi del Movimento 5 Stelle che spiega: ''Dopo che grazie alla brillante operazione voluta dal presidente Fugatti si era trovato catapultato nel territorio più densamente popolato del Trentino, M49 si è ora stabilmente collocato nella catena del Lagorai. Come noto si tratta di una zona scarsamente antropizzata e quindi più adatta alla convivenza con l’orso''.

''Considerato anche che entro un paio di mesi M49 si ritirerà in letargo - aggiunge - ritengo sia opportuno ritirare l’ordinanza di cattura e dedicare tempo e risorse (in particolare quelle del Corpo Forestale) a tutela del bestiame ancora presente sugli alpeggi anziché dissiparle nella caccia ai fantasmi. Da qui a primavera, di concerto con il ministero dell’ambiente, ci sarà tutto il tempo necessario per affrontare la questione fuori da isterismi e propaganda''.

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