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| 11 apr 2019 | 09:30

Rifiuti pericolosi e un'officina abusiva, la Finanza sequestra a Gardolo un'area di 1200 metri quadri

L'area era diventata un deposito illecito di rifiuti. Sono stati sequestrati 120 metri cubi di materiale. Una potenziale "bomba ecologica". Due persone sono state denunciate e rischiano ora pene detentive fino a tre anni e sanzioni pecuniarie che giungono a oltre cinquantamila euro

Rifiuti pericolosi e un'officina abusiva, la Finanza sequestra a Gardolo un'area di 1200 metri quadri
di Redazione

TRENTO. La Guardia di Finanza di Trento ha sequestrato un'area di 1200 metri quadri diventata deposito illecito di rifiuti. Al suo interno sono stati trovati 120 metri cubi di materiale che si trovano vicino a una officina abusiva di autoriparazioni.

 

L’operazione è originata da un intervento di controllo fiscale nei confronti di una attività di autoriparazioni “in nero”, priva di autorizzazioni e licenze, a Gardolo, portata avanti da un trentenne moldavo residente in Italia.

 

Dopo essere riusciti ad accedere all'area, i Finanzieri hanno trovando nel vasto piazzale una quantità ingente di rottami, carcasse di automezzi - alcuni ancora provvisti di targa, pile di pneumatici, batterie esauste, elettrodomestici, materie plastiche, colle e vernici, il tutto sparso e accatastato in modo disordinato e esposto alle intemperie, senza che venissero prese precauzioni minime per evitare il percolamento nel terreno sottostante, col rischio di inquinamento delle falde acquifere.


Gli approfondimenti condotti sul posto hanno permesso ai finanzieri di individuare quale responsabile della discarica illecita di rifiuti anche un cittadino italiano del posto, anche lui trentenne, di professione idraulico, affittuario di un deposito collocato accanto all’area abusiva.

 

Al termine delle operazioni, nell’area sequestrata sono stati catalogati oltre centoventi metri cubi di materiale illecitamente stoccato, tra cui rifiuti pericolosi, il tutto sparso e accatastato.


I due trentenni sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria quali responsabili, in concorso, di gravi violazioni della normativa ambientale previste e punite dal Decreto Legislativo n. 152/2006 con pene detentive fino a tre anni e sanzioni pecuniarie che giungono a oltre cinquantamila euro; l’intera area è stata sottoposta a sequestro, oltre al ponteggio, banco da lavoro e numerosa altra attrezzatura utilizzata dal cittadino moldavo per l’attività di autoriparazioni in nero.

 

Gli organi competenti ad effettuare le analisi chimiche dei terreni sequestrati valuteranno il livello di inquinamento e di tossicità raggiunto nonché l’eventuale avvelenamento di falde acquifere sottostanti. È in corso la ricostruzione da parte dei Finanzieri della Compagnia di Trento, sulla base dei documenti sequestrati, del volume d’affari dell’attività completamente in nero svolta sul terreno attualmente sotto vincolo giudiziario.

 

Sono, inoltre, in corso gli accertamenti per il recupero del tributo speciale per il conferimento in discarica dovuto in base alle leggi nazionali e provinciali anche da chi eserciti, come in questo caso, l’attività di deposito non autorizzato di rifiuti.

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