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| 18 feb 2022 | 10:09

Rifiuti nelle bonifiche agrarie in Val di Non: sequestrato un impianto di recupero. I responsabili avrebbero smaltito anche materiale dalla Galleria del Brennero

Secondo quanto ricostruito dai militari del Noe e dagli ispettori di Appa, sarebbero stati smaltiti illecitamente ingenti quantitativi di rifiuti stimati in circa 400mila tonnellate negli ultimi 3 anni, parte dei quali provenienti anche dai lavori per la realizzazione della Galleria del Brennero

di Redazione

DENNO. Rifiuti nelle bonifiche agrarie della Val di Non: sequestrato dai carabinieri del Noe un impianto di recupero e denunciati i titolari, ritenuti responsabili di attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti, parte dei quali provenienti anche dai lavori per la realizzazione della Galleria del Brennero. I carabinieri del Noe con il supporto dei militari della compagnia di Cles hanno dato infatti esecuzione ad un decreto del Gip di Trento, che ha disposto il sequestro preventivo di un impianto di recupero rifiuti gestito da una società con sede in Trentino.

 

Secondo quanto ricostruito dai militari e dagli ispettori di Appa, i responsabili delle società, tutti indagati per attività organizzate per traffico illecito di rifiuti aggravate, avrebbero smaltito illecitamente ingenti quantitativi di rifiuti stimati in circa 400mila tonnellate negli ultimi tre anni, parte dei quali provenienti anche dai lavori per la realizzazione del collegamento tra la galleria di Base del Brennero e la stazione centrale di Innsbruck, in bonifiche agrarie della Val di Non, aree di pregio che in futuro sarebbero state destinazione alla produzione agricola e alimentare.

 

L'ipotesi investigativa è che l'azienda, senza svolgere alcuna operazione di recupero sui rifiuti, proponesse i propri materiali ad imprenditori agricoli impegnati nella realizzazione di opere di bonifica agraria, a condizioni economicamente vantaggiose. Oltre all'impianto (dal valore stimato di circa un milione di euro), il Gip ha disposto il sequestro dei mezzi d'opera e dei conti correnti bancari oltre che la nomina di un amministratore giudiziario per la gestione dell'attività. Il provvedimento, dicono i militari, scaturisce dall'indagine “Brennero”, che rientra nell'ambito del monitoraggio delle grandi opere svolto dai carabinieri del Noe e dal quale è stata avviata un'indagine per traffico illecito organizzato di rifiuti, condotta dai militari del Nucleo operativo ecologico e coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Trento.

 

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