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Sgarbi al Mart: "Mostre permanenti gratis e nuovo respiro internazionale". Al palazzo delle Albere ipotesi museo per gli artisti trentini

Il critico d'arte, neo presidente del Mart, ha incontrato questa mattina la stampa per parlare del suo nuovo ruolo. "Il museo deve essere la casa dei cittadini, una casa aperta sempre, come avviene a Londra e in molti altri luoghi del mondo"

Pubblicato il - 15 aprile 2019 - 19:52

ROVERETO. Ridonare una dimensione internazionale al Mart, rendere gratuite le mostre permanenti, portare in Trentino una mostra su “Antonio Canova e il moderno” ma anche puntare sempre più su albergatori e ristoratori come ambasciatori del museo e del territorio.

 

E' stato un inizio trionfale quello che Vittorio Sgarbi ha fatto ieri mattina nel suo nuovo ruolo di presidente del Mart di Rovereto. Accolto dai rappresentanti delle istituzioni, delle categorie economiche e dai dipendenti del museo ha immediatamente iniziato a ridisegnare il “suo” Mart con tantissimi spunti e novità che il critico d'arte ha intenzione di mettere in campo nel corso del suo mandato.

 

Il neo Presidente intende interpretare il proprio ruolo come una possibilità di promozione su ampia scala di un museo che, seppur molto radicato sul territorio, è un’eccellenza nazionale e come tale va promossa. “Ogni cosa che faremo – ha affermato - dovrà ridondare in una dimensione nazionale e internazionale. Investire sulla comunicazione è quindi la prima priorità”.

 

Dopo un riflessione sullo Stato e sul suo valore che non è nel fatto che possieda dei beni, ma che ne abbia coscienza e che permetta ai cittadini di goderne, Sgarbi ha lanciato la sua prima proposta. Quella di rendere gratuito l’ingresso alle collezioni permanenti che sono un patrimonio pubblico. “Il museo deve essere la casa dei cittadini, una casa aperta sempre, come avviene a Londra e in molti altri luoghi del mondo”.

 

Da qui l'idea di legare il biglietto d'entrata alle mostre temporanee che hanno costi di gestione, trasporto, organizzazione e promozione. “Gli Italiani – ha spiegato alla stampa il neo presidente - dovrebbero frequentare i musei come frequentano i ristoranti”, con continuità.

Sui ristoratori e sugli albergatori Sgarbi punta molto. Per il critico d'arte “Saranno i primi ambasciatori del territorio e del museo di cui potranno acquistare biglietti per i propri ospiti o favorire, con modalità da definire, una bigliettazione che coinvolga chiunque passi in città e che gli faccia capire che non può mancare la visita al Mart”.

 

Il nuovo Presidente ha quindi lanciato le prime suggestioni che verranno discusse con il Direttore e i curatori del Museo. Citando Giulio Carlo Argan che indicava Antonio Canova come l’inventore del design, Sgarbi ha ventilato l’idea di una mostra su “Antonio Canova e il moderno”, potendo garantire la collaborazione con la Fondazione Canova di Possagno di cui è presidente.

Doverosa sarebbe, dal punto di vista della storia delle mostre, una grande mostra di respiro europeo sull’arte degenerata su cui si fonda la cultura artistica del secondo Novecento. “Gli artisti invisi dal nazismo come Picasso, Kandinskij, Braque, Chagall sono stati nobilitati al punto di diventare la conditio sine qua non per l’arte contemporanea come oggi la intendiamo. L’arte contemporanea nasce quando Hitler tenta di ucciderla”. E ancora: una grande mostra sulla storia della fotografia o monografiche su artisti italiani e stranieri.

Sgarbi ha rilanciato poi un'idea che già in passato aveva avuto modo di proporre per gli artisti trentini come Vallorz, Moggioli e Bonazza. Per loro, infatti, suggerisce una sede dedicata, che potrebbe essere il Palazzo delle Albere a Trento. Centrale continuerà a risultare la Casa d'Arte Futurista Depero, seconda sede del Mart.

 

Sgarbi si è infine dichiarato entusiasta che l’accesso al Museo possa avvenire tramite i giardini Bossi Fedrigotti.

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