Si lancia e rimane con la vela impigliata sulla roccia. Ancora un incidente sul Monte Brento
Ieri una ragazza di 30 anni, Josefin Sando, è morta dopo essere andata violentemente contro le rocce e cadendo poi per 200 metri. Stamattina un nuovo allarme. Il base jumper è stato trasportato all'ospedale Santa Chiara

ARCO. Ancora paura questa mattina per un base jumper che è rimasto vittima di un incidente sul Monte Brento. L'allarme è stato lanciato pochi minuti dopo le 7. Il base jumper è rimasto impigliato con la propria vela sulla parete di roccia.
Fortunatamente i soccorsi sono stati immediati e sul posto si sono portati il soccorso alpino e l'elicottero con i sanitari. Dopo aver individuato il ferito, il tecnico di elisoccorso del Soccorso Alpino è stato verricello a 60 metri dal base jumper per evitare che le pale dell’elicottero facessero gonfiare la vela. Un volta raggiunto il ferito, sempre cosciente, tramite una corda fissa, il tecnico di elisoccorso lo ha stabilizzato, imbarellato e, con il verricello, imbarcato sull’elicottero. È stato portato in piazzola per i primi controlli sanitari da parte dell’equipe medica e poi elitrasportato all’ospedale Santa Chiara con alcune contusioni. Una squadra di 6 operatori della Stazione di Riva del Garda era pronta a dare supporto in piazzola ma il loro intervento non si è reso necessario.
Ieri sempre sul Brento e sempre nelle prime ore di mattina una ragazza di 30 anni è morta dopo aver sbattuto violentemente contro la roccia ed essere caduta per circa 200 metri. (QUI L'ARTICOLO)

Si tratta di Josefin Sando, 30 anni, svedese, che si era lanciata dal "Becco d'Aquila" insieme al marito. L'uomo è riuscito ad atterrare regolarmente mentre per la donna l'incidente fatale.


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