Emergenza siccità, a Trento vietato irrigare orti e giardini in gran parte della città durante le ore diurne. Arriva l'ordinanza con tanto di multe per i trasgressori
Il sindaco Franco Ianeselli ha firmato stamattina - lunedì 10 agosto - un'ordinanza che vieta l’irrigazione di orti e giardini nelle ore diurne nelle zone di Valsorda, Gazzadina, Mattarello Alta, Cadine, Villamontagna, Cimirlo, Oltrecastello, Cognola, Romagnano e Ravina. Per i trasgressori le sanzioni andranno da 89 a 534 euro

TRENTO. Vietato irrigare orti e giardini dalle 7 del mattino sino alle 21 in una gran parte del comune di Trento.
Il sindaco Franco Ianeselli ha firmato stamattina - lunedì 10 agosto - un'ordinanza che vieta l’irrigazione di orti e giardini nelle ore diurne nelle zone di Valsorda, Gazzadina, Mattarello Alta, Cadine, Villamontagna, Cimirlo, Oltrecastello, Cognola, Romagnano e Ravina.
"A causa dell'assenza di precipitazioni e delle alte temperature - scrive il comune di Trento in una nota ufficiale - è necessario contenere i picchi di consumo nelle ore di maggiore richiesta ed evitare gli sprechi fino al termine del periodo di emergenza. Previste sanzioni per i trasgressori".
Solo tra le 21 e le 7 è consentita l'irrigazione di piccoli orti e giardini, limitatamente allo stretto necessario ed evitando qualsiasi spreco della risorsa.
L’ordinanza è legata alla prolungata assenza di precipitazioni e alle temperature eccezionalmente elevate registrate nelle ultime settimane. La situazione sta determinando un progressivo impoverimento delle risorse idriche disponibili per l'alimentazione dell'acquedotto comunale. Da qui la necessità di contenere i picchi di consumo nelle ore di maggiore richiesta in attesa del superamento dell'attuale periodo di emergenza.
"Concordata con il gestore Novareti - prosegue il Comune -, la limitazione è finalizzata a garantire la continuità del servizio idrico e a preservare la disponibilità della risorsa per gli usi prioritari della popolazione. La mancata osservanza dei divieti potrà essere perseguita con una sanzione amministrativa da 89 a 534 euro, con ammissione al pagamento in misura ridotta entro 60 giorni dalla contestazione".














