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Trento
25 agosto | 06:00

Agricoltura nella morsa del meteo estremo, tra siccità, grandine e pascoli bruciati: "Il 'sistema Trentino' regge, ma si temono speculazioni sui prezzi del foraggio"

Estate 2026 particolarmente complessa per agricoltori e allevatori: il punto della situazione con le parole di Marica Sartori (Codipra) e Diego Coller (Confagricoltura)

Agricoltura nella morsa del meteo estremo, tra siccità, grandine e pascoli bruciati

TRENTO. Un 2026 di meteo "pazzo" che lascia effetti e strascichi in tutti i settori: per la verità, in alcuni di più e in altri di meno. 

In Trentino nelle ultime settimane il tema "caldo" è chiaramente quello della siccità che sta creando ben più di qualche grattacapo ad agricoltori e allevatori: la produzione di foraggio ha raggiunto minimi storici con cali vicini al 50% in buona parte di prati e pascoli, bruciati da temperature ben oltre le medie e da precipitazioni scarse (per i primi 20 giorni di agosto sostanzialmente assenti). 

 

E così si corre ai ripari, o meglio ci si chiede cosa succederà ad un settore già sotto pressione per l'aumento dei costi dell'energia, tra le altre cose.  

 

CODIPRA: "ASSICURAZIONI, TRENTINO TERRITORIO FORTEMENTE SVILUPPATO". 

 

Secondo Marica Sartori, direttrice di Co.Di.Pra (il Consorzio di Difesa dei Produttori Agricoli di Trento) i problemi peraltro non sono limitati ai danni della siccità sulla produzione di foraggio: alcune varietà di mele, ma anche le viti, qualche situazione difficile la stanno vivendo, anche per effetto delle grandinate di inizio estate

 

"Il Trentino - specifica parlando a il Dolomiti - è un territorio fortemente sviluppato sul fronte degli strumenti assicurativi e mutualistici a disposizione degli agricoltori per fare fronte alle avversità atmosferiche e alle crisi di mercato. Qui si può contare su un importante sistema di coperture assicurative che in grado di tutelare le aziende, ma in altre zone del Paese non è così. Ecco perché nel 2023 l'Italia ha scelto di creare un fondo mutualistico nazionale per dare ristoro a seguito di danni catastrofali, cioè causati da gelo, alluvioni e siccità". 

 

Si tratta di "AgriCat", un fondo che vede aderenti tutte le imprese agricole che ricevono gli aiuti diretti Pac: "Il fondo - spiega Sartori - si pone l'obiettivo di dare una risposta immediata a seguito di danni catastrofali, ma anche di avvicinare le imprese alla gestione del rischio. Qui in Trentino nelle mele sfioriamo il 95% di aziende assicurate, nell'uva siamo al 70%. In altri territori magari si registra il 20 o 25%. AgriCat si dava una missione importante di sensibilizzazione che forse non è del tutto riuscita: in ogni caso si tratta di un fondo con una dotazione importante, intorno ai 350 milioni di euro all'anno, ma non in grado di coprire tutti i danni in Italia. Lo dicono i numeri: la produzione nel Paese vale 40 miliardi di euro, ogni anno il danno medio del settore è stimato in circa 2 miliardi. E in un anno funesto come questo probabilmente il dato è destinato ad essere anche più alto". 

 

Ecco perché andrà sicuramente meglio a chi si è prevenuto con le formule, peraltro sempre più innovative, di polizze agevolate con contributi comunitari: "Soluzioni - prosegue la direttrice di Codipra - in grado di coprire tutte le avversità climatiche e non solo quelle classificate come 'catastrofali' e che in Trentino sono particolarmente evolute e sfaccettate. Per quanto riguarda il foraggio per esempio, qui abbiamo sviluppato, primi in Italia, una polizza index based che quantifica il danno non sulla base di una perizia ma monitorando l'indice vegetativo di prati e pascoli analizzando immagini satellitari e dati meteo. Si tratta di un prodotto innovativo che non ha chiaramente ancora la stessa percentuale di aziende assicurate ma che rende l'idea di quanto dettagliato sia il quadro di soluzioni, a cui si accede chiaramente in maniera volontaria e non diciamo 'automatica' come accade con l'AgriCat". 

 

CONFAGRICOLTURA

 

Intanto però in Trentino c'è chi oltre al sistema assicurativo potrà contare anche sul fondo AgriCat, e per il presidente di Confagricoltura Diego Coller questo è "meglio di niente". Certo è che non si tratta di un rimborso automatico per ogni maggiore costo determinato dalla siccità (leggasi comprare più fieno, trasportare anticipatamente gli animali o registrare una riduzione della produzione di latte). Tutto sarà valutato caso per caso, una volta pervenuta la denuncia dell'azienda al Centro assistenza agricolo di riferimento. 

 

"L'AgriCat è uno strumento importante - spiega Coller a il Dolomiti -, in particolare per chi ha avuto e soprattutto avrà presto grossi danni dovuti alla scarsa produzione del foraggio. La siccità ha causato problemi al settore della zootecnia ma anche della frutta: le mele 'gala', varietà raccolta per prima, a causa del grande caldo e delle scarse precipitazioni in alcuni territori soffrono di mancanza di pezzatura e di calo peso".

 

La situazione non è incoraggiante: "La liquidazione dei danni non è immediata, anzi, anche una volta accertato il danno ci vogliono mesi prima di ricevere i rimborsi: questo non aiuterà così le aziende nel muoversi su un mercato in cui i prezzi del foraggio sono destinati a schizzare in alto molto rapidamente, considerando la penuria di prodotto su buona parte dell'arco alpino in Italia e anche nei Paesi confinanti. Vedremo cosa succederà con la produzione del latte, ma tutto lascia temere che ci attendono all'orizzonte ulteriori problematiche per quanto riguarda le marginalità sempre più ridotte delle aziende. Vedremo quali soluzioni saranno messe in campo per fronteggiare queste criticità". 

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