Contenuto sponsorizzato
Trento
09 agosto | 14:19

Fioriture finite e continue ondate di colore, api trentine in difficoltà. Facchinelli: "Siamo costretti a intervenire con acqua e zucchero"

Le api stanno dedicando più energie alla termoregolazione della colonia ma questo rischia di ripercuotersi sulla produzione futura del miele. L'attenzione da parte degli apicoltori è alta

Fioriture finite e continue ondate di colore, api trentine in difficoltà

TRENTO. Dalla mancanza di fioriture e di cibo alle continue ondate di calore. Anche in Trentino per le api è un momento difficile. A confermarlo è Marco Facchinelli, presidente degli apicoltori trentini, che sottolinea come in questo periodo le api si trovino ad affrontare una forte carenza di risorse alimentari.

 

“Dal punto di vista apistico siamo arrivati alla fine della stagione. In Trentino non ci sono più fioriture interessanti dove le api possano bottinare”, spiega Facchinelli. Le prossime fioriture significative saranno quelle dell'edera, ma bisognerà attendere e si tratta comunque di una pianta poco presente sul nostro territorio. Nonostante questo, si tratta di una fonte di nettare fondamentale, perché consente alle colonie di creare le scorte necessarie per affrontare l'inverno.

 

Il problema, però, è che sul territorio trentino l'edera non è molto presente. “Tolti i melari, le nostre api sono sempre affamate, come accade ormai da alcuni anni”, chiarisce ancora Facchinelli. “Per questo – continua – dobbiamo intervenire con la nutrizione di soccorso, somministrando acqua e zucchero preparati in modo adeguato così da evitare che le colonie rimangano senza riserve”.

 

Quello della scarsità di cibo è solo uno dei fattori che sta colpendo il mondo delle api in questo momento. Le ondate di calore che si stanno registrando in questi mesi, infatti, hanno conseguenze non solamente sugli esseri umani. Caldo e siccità stanno esercitando una pressione crescente anche sugli apiari e sulla produzione di miele.

 

Quando il caldo si prolunga, infatti, le api, spiega il presidente degli apicoltori trentini, “devono dedicare più energie alla termoregolazione della colonia. Ventilano l’ingresso dell’alveare, raccolgono acqua e cercano di mantenere la covata entro un intervallo di temperatura compatibile con il corretto sviluppo di larve e pupe”.

 

Un'attività che crea un importante sforzo e soprattutto sottrae forza lavoro al bottinamento. Tutto questo rischia di ripercuotersi anche sulla futura produzione del miele. Le prossime settimane saranno quindi decisive. Gli apicoltori continueranno a vigilare sugli alveari prestando aiuto alle api.

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
| 10 agosto | 18:17
"Da una prima stima i danni ammontano a circa 10mila euro - spiega Martino Orler, presidente di Asis -, a cui potrebbero aggiungersi ulteriori [...]
Cronaca
| 10 agosto | 18:11
Gli esperti di Meteotrentino mettono in guardia: soprattutto fra lunedì e mercoledì non è esclusa la formazione di temporali di calore fra [...]
Cronaca
| 10 agosto | 17:00
Sono stati i tecnici dell'Avs Bergrettung di Ultimo ad individuare il corpo dell'uomo, dopo l'allarme lanciato dal figlio della vittima che, non [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato