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Belluno
04 agosto | 16:33

Allarme acqua: scatta l’allerta. Il sindaco firma l'ordinanza anti sprechi: “Ognuno faccia la sua parte per evitare che la situazione si aggravi”

Il Comune di Belluno entra in fascia gialla, il livello di attenzione che precede il preallarme per la crescente carenza della risorsa idrica sul territorio. Dopo diversi colleghi dei Comuni bellunesi, anche il sindaco del capoluogo emana l’ordinanza contro gli sprechi: ecco i divieti e le raccomandazioni sull’utilizzo dell’acqua potabile

Allarme acqua: scatta l’allerta

BELLUNO. Dopo diversi Comuni bellunesi, anche nel capoluogo scatta lo stato di attenzione (colore giallo) per la risorsa idrica. “Chiedo a cittadini, famiglie e attività economiche di fare la propria parte: evitare gli sprechi è un gesto di responsabilità verso l’intera comunità. L’acqua è una risorsa preziosa sempre, ma lo è ancora di più in un periodo di siccità come quello che stiamo vivendo”.

 

Queste le parole con cui Oscar De Pellegrin, sindaco di Belluno, accompagna l’ordinanza per introdurre una serie di limitazioni e comportamenti da adottare al fine di contenere i consumi di acqua potabile, firmata nella giornata di oggi martedì 4 agosto. 

 

L’obiettivo è preservare la disponibilità idrica per gli usi essenziali. “Le temperature elevate e la scarsità di precipitazioni che si protraggono da settimane - sottolinea - ci impongono di prestare la massima attenzione. Abbiamo infatti adottato questo provvedimento con uno spirito di prevenzione, per evitare che la situazione possa aggravarsi ulteriormente”. 

 

Quattro i livelli di criticità indicati nel Piano provinciale per la gestione dell’emergenza: attenzione (giallo), preallarme (arancione), allarme fase 1 (rosso) e allarme fase 2 (rosso scuro). Al momento il Comune è in stato di attenzione, attivato quando si registra una significativa riduzione della disponibilità della risorsa idrica. Significa quindi che il gestore del servizio idrico può adottare riduzioni della pressione dell’acqua o temporanee sospensioni nell’erogazione in alcune zone (a Limana, ad esempio, è già sospesa in certe aree durante le ore notturne). 

 

Con l’ordinanza si dispone quindi il divieto di usare l’acqua potabile per gli impieghi non indispensabili, in particolare: non lasciarla scorrere inutilmente (ad esempio per raffreddare le bevande), non mantenere in funzione fontane ornamentali, giochi d’acqua o vasche decorative, non utilizzare acqua potabile per il lavaggio di superfici e aree pubbliche o private (salvo motivate esigenze di igiene pubblica), limitarne l’utilizzo nei cantieri edili (dove non può essere impiegata per alcune lavorazioni tra le 14 e le 22) ed evitare interventi di manutenzione a reti e impianti se non strettamente indispensabili.

 

Oltre a ciò, le buone pratiche, che dovrebbero valere tutto l’anno, ad esempio: verificare l’assenza di perdite negli impianti e segnalare tempestivamente al gestore quelle della rete pubblica, chiudere la valvola dell’acqua in caso di assenze prolungate, utilizzare la risorsa con la massima attenzione e riutilizzarla quando possibile, fare lavatrici e lavastoviglie solo a pieno carico, preferire la doccia al bagno in vasca, adottare dispositivi per il risparmio idrico, sistemi di raccolta dell’acqua piovana e impianti di irrigazione a goccia.

 

L’ordinanza è sul sito istituzionale del Comune di Belluno e resterà in vigore fino a revoca.

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