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Un boato e poi le fiamme, due ordigni bellici alla base del vasto incendio a Cortina

L'allarme è scattato intorno alle 14 di ieri, domenica 30 giugno, quando diverse persone avevano segnalato un rumore fortissimo e poi la colonna di fumo alzarsi nel bosco. La situazione è sotto controllo ma ci sono ancora alcuni focolai. In allerta anche gli artificieri. Si opera solo con gli elicotteri in quanto la zona è particolarmente impervia e difficile da raggiungere

Di L.A. - 01 luglio 2019 - 11:38

CORTINA. Un boato fortissimo, il fumo e poi le fiamme. Un incendio di vaste proporzioni che si è sviluppato per circa 5 mila metri quadrati sopra Cortina tra la Croda de Ru' Ancona e la frazione di Zuoghi, poco lontano da passo Cimabanche. 

 

L'allarme è scattato intorno alle 14 di ieri, domenica 30 giugno, quando diverse persone avevano segnalato un rumore fortissimo e poi la colonna di fumo alzarsi nel bosco. Immediato l'intervento dei vigili del fuoco che hanno attivato l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore per un sopralluogo e che ha effettuato una rotazione per verificare la situazione (Qui articolo).

 

Il fronte delle fiamme si è subito presentato molto ampio, intorno ai 600 metri sopra Ospitale, tra la Croda de R'Ancona e Zuoghi. Una zona impervia e difficilmente raggiungibile, per fronteggiare e circoscrivere le fiamme sono intervenuti l'elicottero Drago dei vigili del fuoco di Venezia e quello servizio regionale veneto

 

Nella probabile zona dell'innesco non si è visto nulla di evidente, ma il pericolo è nascosto sotto terra: questa zona di confine tra Veneto e Trentino Alto Adige era utilizzata durante la seconda guerra mondiale per creare depositi di armi e esplosivi lungo la linea blu per difendere la ritirata della Wehrmacht.

 

Non solo, una polveriera italiana era ancora attiva fino a 20 anni fa, quindi le esplosioni potrebbero essere riconducibili a residuati bellici. Una situazione confermata anche da Gianpaolo Bottacin: "Stiamo intervenendo con tutti i mezzi regionali - ha detto l'assessore regionale veneto alla Protezione civile - con i volontari antincendi boschivi di Auronzo, con i tecnici dei servizi forestali e della Protezione civile e i vigili del fuoco. È una situazione delicata; non possiamo escludere la possibilità che la cosa si ripeta. Stiamo operando solo con l'intervento dell'elicottero. Per i nostri uomini sarebbe molto pericoloso avvicinarsi. Per questo motivo, raccomandiamo a tutti di non avvicinarsi all'area interessata. Ringrazio fin d'ora tutti coloro che stanno lavorando per circoscrivere le fiamme. Ancora una volta, com'è tradizione sono intervenuti con tempestività e con grande perizia".

La base operativa per gestire l'emergenza è Sospirolo e, per tutto il pomeriggio e la prima serata di ieri, i quattro velivoli hanno fatto la spola con l’acqua, mentre a terra, soprattutto in prossimità delle molte casere private, lavoravano tutte le forze disponibili tra vigili del fuoco di Cortina, volontari della Protezione civilecarabinieri di Vigo di Cadore.

Le operazioni si sono protratte fino all'arrivo dell'oscurità e la situazione era sotto controllo, anche se qualche focolaio era ancora acceso. Sempre in vigore il divieto assoluto anche solo di avvicinarsi per il pericolo di altre deflagrazioni, vista l’abbondante presenza di materiale esplodente. In allerta anche gli artificieri per ulteriori verifiche non appena possibile.

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