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L'esplosione e poi l'incendio che ha devastato 8 ettari di bosco: interviene l'esercito con droni e termocamere

L'incendio dello scorso mese e la situazione pericolosa che si è creata nei boschi che si trovano sul confine tra Veneto e Trentino hanno portato. su richiesta dell’Ente di gestione del Parco Naturale delle Dolomiti d’Ampezzo, l'attivazione della Squadra S.A.P.R. (Sistemi Aeromobili a Pilotaggio Remoto) del Corpo Militare Speciale dell’Esercito Italiano A.C.I.S.M.O.M. 

Pubblicato il - 05 agosto 2019 - 08:34

CORTINA. Lo scorso 30 luglio, in seguito all’esplosione di un ordigno risalente alla Prima Guerra Mondiale, un incendio ha devastato 8 ettari del Parco Naturale delle Dolomiti d’Ampezzo in località 'I Zuoghe'. (QUI L'ARTICOLO)

 

Il fronte delle fiamme si era subito presentato molto ampio e coinvolgeva una zona impervia difficilmente raggiungibile. Per fronteggiare e circoscrivere le fiamme erano intervenuti l'elicottero Drago dei vigili del fuoco di Venezia e quello servizio regionale veneto. (QUI L'ARTICOLO)

 

 

Nella zona dell'innesco che ha portato poi all'incendio, il pericolo è nascosto sotto terra: questa zona di confine tra Veneto e Trentino Alto Adige era utilizzata in passato per creare depositi di armi e esplosivi lungo la linea blu per difendere la ritirata della Wehrmacht.

 

Sulla pericolosità dell'area era intervenuto anche l'assessore regionale alla Protezione civile Gianfranco Bottacin che aveva sottolineato come l'area fosse pericolosa, che le operazioni di spegnimento dell'incendio avvenissero sono tramite via aerea e che non era da escludere una ripetersi della situazione.

 

Ecco allora che al fine di analizzare con il maggior dettaglio possibile le condizioni attuali post incendio e monitorare le dinamiche di sopravvivenza e sviluppo della vegetazione, nonché verificare la presenza di ulteriori ordigni bellici ad intervenire in questi giorni è stato l'esercito.

 

Su richiesta dell’Ente di gestione del Parco Naturale delle Dolomiti d’Ampezzo è stata infatti attivata la Squadra S.A.P.R. (Sistemi Aeromobili a Pilotaggio Remoto) del Corpo Militare Speciale dell’Esercito Italiano A.C.I.S.M.O.M. che ha visto utilizzati sull’area sofisticati aeromobili a pilotaggio remoto (droni) attrezzati con sensori e fotocamere per le attività di rilievo e di monitoraggio del territorio.

A seguito dell’ultimo evento che ha visto riattivarsi l’incendio il 26 luglio, durante il monitoraggio effettuato, i militari hanno verificato con aeromobili dotati di termocamere anche l’eventuale presenza di focolai residui.

 

L’attività svolta con i droni a Cortina d’Ampezzo dai piloti della Squadra S.A.P.R. del Corpo Militare A.C.I.S.M.O.M. ha permesso di verificare nel dettaglio la possibile presenza di ordigni bellici in superfice su tutta l’area investita dal fronte di fiamma e rilevare all’interno del perimetro incendiato la possibile presenza di piante che presentino segni vegetativi attivi e vitali.

L’incendio di particolare intensità ha distrutto la vegetazione formata da pino mugo e arborea di larice nonché pino silvestre e pino cembro.

 

Ora la documentazione fotografica prodotta dalla Squadra S.A.P.R. consentirà di elaborare una mappa dettagliata delle differenti intensità del danno subito dalle superfici boscate percorse da incendio, in modo da progettare in modo più mirato gli eventuali interventi di ripristino realizzabili nei prossimi anni.

 

Durante il monitoraggio aereo sono anche state rilevate alcune postazioni austriache risalenti alla Prima Guerra Mondiale, precedentemente ricoperte dalla vegetazione.

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