Incendi sul Carso, esplosi tra le fiamme oltre 500 ordigni della prima guerra mondiale. Intanto proseguono le operazioni con Canadair e elicotteri
Gli esperti stimano che il fronte dell'Isonzo della Prima guerra mondiale sia disseminata di ordigni esplosivi inesplosi

TRIESTE. Oltre 500 ordigni risalenti alla Prima guerra mondiale sono scoppiati a causa del calore e del fuoco durante i recenti incendi sul versante della Slovenia del Carso. A riferirlo l'agenzia di stampa slovena Sta.
I roghi continuano a tenere impegnati i soccorritori. E anche nelle scorse ore sono entrati in azione due Canadair del corpo nazionale dei vigili del fuoco e tre elicotteri regionali.
Nella notte i vigili del fuoco sono stati impegnati su due fronti tra la località San Michele del Carso e i bordi della strada statale 55 in località Devetaki, frazione del Comune di Doberdò del Lago in provincia di Gorizia.
Gli incendi che hanno devastato il Carso nelle ultime due settimane si sono rivelati difficili da contenere a causa dell'estrema siccità ma anche perché l'area è disseminata da migliaia di ordigni risalenti alla Prima guerra mondiale.
La zona è stata un fronte importante e sono molti i residuati bellici bonificati, interrati o sterrati sui versanti della montagna (Qui articolo).
A causa del forte calore sono a rischio esplosione, sono ancora più difficili e delicate le varie operazioni per gestire il rogo.
Il fronte dell'Isonzo della Prima guerra mondiale è ancora disseminato di ordigni inesplosi.














