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Acquistava auto usate e le rivendeva abbassando i chilometri. Truffa su 168 mezzi per 237 mila euro

Il rivenditore è stato denunciato per frode in commercio, reato che prevede una pena fino a due anni di carcere oltre all’interdizione temporanea dall’esercizio dell’attività imprenditoriale. Sequestrati beni per un valore pari all'indebito profitto

Pubblicato il - 20 gennaio 2020 - 12:22

BOLZANO. Acquistava auto usate e poi le rivendeva abbassandone il chilometraggio reale per trarne un maggiore guadagno economico. Una gabola messa in atto da un noto concessionario multimarca con sede nel Brugraviato a Merano e scoperta dalla Guardia di Finanza.

 

Stiamo parlando di oltre sette milioni di chilometri scalati fraudolentemente a circa 170 autovetture rivendute dal 2015 al 2018 per un indebito profitto che si aggira sui 237 mila euro. Valore che ora è stato sequestrato in beni al responsabile già denunciato per frode in commercio.

 

Le indagini delle Fiamme Gialle hanno preso l’avvio a seguito di anomalie rilevate nel Portale dell’automobilista e nelle banche dati in uso alle forze di polizia. Da questi registi è emerso che spesso molte autovetture nella disponibilità del rivenditore venivano sottoposte a revisione e in tali occasioni i chilometri inseriti nel sistema informativo risultavano inferiori rispetto a quelli registrati in precedenza.

Un fatto che ha subito fatto scattare il campanello di una possibile truffa. Ecco allora che i Finanzieri, su delega della Procura della Repubblica di Bolzano, hanno sottoposto a sequestro tutti i fascicoli relativi agli autoveicoli acquistati e rivenduti negli anni dal 2015 al 2018. Ulteriore documentazione, tra cui i contratti e le perizie di un noto Ente certificatore del settore automobilistico, è stata acquisita dai rivenditori presenti su tutto il territorio nazionale da cui le autovetture erano state acquistate.

 

Analizzando i documenti e potendo, così, comparare il chilometraggio indicato sulle perizie con quello riportato sui contratti di vendita, i Finanzieri hanno acquisito le prove del “ringiovanimento” artificioso: nel periodo dal 2015 al 2018, per quanto riguarda gli acquisti  da operatori professionali, pari a oltre 300 veicoli, si è appurato che a 168 vetture (circa il 55%) era stato fraudolentemente ridotto il chilometraggio.

 

Con tale condotta, la concessionaria ha tratto in inganno la propria clientela conseguendo un indebito profitto, in quanto, come noto, il valore di un’autovettura usata all’atto della messa in vendita è tanto maggiore quanto minore è il suo chilometraggio effettivo.

 

La differenza è stata ricostruita e determinata in circa 237 mila euro sulla scorta dei criteri di valutazione universalmente applicati nel mercato dell’usato, così come riportati anche sulla stampa specializzata. Peraltro, la mancata comunicazione ai clienti dell’effettivo chilometraggio del veicolo venduto, ha reso impossibile l’esecuzione degli interventi di manutenzione ordinaria previsti dalle case costruttrici, normalmente indicati in apposite tabelle che prendono in considerazione le effettive percorrenze chilometriche.

 

Il rivenditore è stato denunciato per frode in commercio, reato che prevede una pena fino a due anni di carcere oltre all’interdizione temporanea dall’esercizio dell’attività imprenditoriale.

 

Nei suoi confronti, inoltre, la Guardia di Finanza di Merano, in esecuzione di un provvedimento dell’Autorità giudiziaria, ha sequestrato, al responsabile della concessionaria, disponibilità finanziarie e beni per un valore pari alla suddetta somma di 237 mila euro.

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