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Catturato (di nuovo) M49-Papillon. Dopo 9 mesi di fuga tra Trentino, Alto Adige e Veneto l'orso era riuscito a tornare a casa: ora è al Casteller

L’animale, del peso di 167 chili ed in buone condizioni fisiche, è stato catturato mediante una trappola tubo e il trasporto, spiega la Provincia, è avvenuto seguendo la prassi

Pubblicato il - 29 April 2020 - 10:36

TRENTO. Ci risiamo: la provincia di Trento ha ricatturato M49. Verso le 21.30 di ieri l’orso è stato preso dagli uomini del Corpo Forestale del Trentino sui monti sopra Tione nelle Giudicarie ed è stato trasportato al Casteller nella nota struttura a suo tempo realizzata per la gestione degli esemplari problematici, dalla quale Papillon è già fuggito a luglio dell'anno scorso. 

 

L’animale, del peso di 167 kg ed in buone condizioni fisiche, è stato catturato mediante una trappola tubo e il trasporto, spiega la Provincia, è avvenuto seguendo la prassi, ossia con l’animale sveglio e sotto il costante controllo veterinario. Giunto all’area del Casteller l’orso è stato immesso nell’area di preambientamento (tana e recinto interno).

 

Questo per consentire un suo inserimento nell’area faunistica per gradi, passando dall’area dove si trova attualmente all’intero recinto, che - ricordiamo - ospita in questo momento anche un altro esemplare (DJ3, femmina adulta).
 

L’azione ha consentito di dare attuazione alle due ordinanze del presidente della Provincia dell’estate scorsa, ed è stata pianificata dopo che M49 si era reso protagonista, nelle scorse settimane, di un lungo spostamento che dal Trentino orientale lo aveva portato nelle sue aree d’origine. Un viaggio incredibile che ha entusiasmato gran parte del Paese ma che non è valso a fargli riconquistare la libertà. Infatti la Pat ha deciso di riprenderlo dopo esserselo fatto scappare nove mesi fa e averlo, di fatto, lasciato libero di circolare in tutto il Trentino, toccando anche l'Alto Adige e poi il Veneto.

 

Anche durante tale spostamento l’orso ha effettuato numerose intrusioni in abitazioni, baite, rifugi, malghe ed altri stabili ma senza mai mettere in pericolo l'uomo. Il presidente Maurizio Fugatti ha provveduto ad informare il ministro Costa ed analoga comunicazione è stata effettuata all’Ispra che, secondo la Pat, già in precedenza aveva attestato la pericolosità dell’esemplare per l’uomo.

 

Dal presidente Fugatti e dall’assessora Giulia Zanotelli è stato espresso un ringraziamento agli uomini della forestale ed in particolare alla squadra che è stata impegnata fino alle prime luci dell’alba per portare a termine la delicata operazione.

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