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Circa 300 metri cubi di pietre e roccia sulla strada che resterà chiusa nei prossimi giorni. Sul posto anche le unità cinofile

La frana è avvenuta ieri ed ora si sta cercando di capire che tipo di intervento servirà per liberare la strada per Passo Lavazzè dai detriti e metterla in sicurezza

Pubblicato il - 06 giugno 2020 - 13:17

PASSO LAVAZZE'. Si temuto che sotto l'ampio fronte di detriti che ha formato un'area quadrata di circa venti metri per lato, potessero esserci persone, in particolare ciclisti che frequentemente transitano su quell'arteria. E così immediatamente sul posto è stata elitrasportata un'unità cinofila della Scuola provinciale, che si è recata in quota, raggiunta da una seconda unità cinofila del Soccorso alpino per la verifica.

 

D'altronde il crollo era stato ingente: circa 300 metri cubi di pietre e lastroni che sono collassati sulla strada squarciando la rete contenitiva che doveva garantire la stabilità della parete. La frana è avvenuta ieri intorno alle 16.30 lungo la strada statale 620 a valle del passo Lavazè verso Varena e prima del bivio che conduce a Bolzano e passo Oclini.

 

 

Immediato l'allarme e sul posto si sono portati i soccorsi, i vigili del fuoco di Varena, il corpo della val d'Ega e i permanenti di Trento con il nucleo Usar-Urban search and rescue atterrato in località con l'elicottero decollato da Trento. 

 

E' arrivato anche il personale del servizio gestione strade e quello del servizio geologico della Provincia. I pompieri hanno messo in sicurezza e isolato l'area per avviare le operazioni di bonifica e rimozione del materiale detritico, così come per operare una prima stabilizzazione della parete. La strada, ovviamente, resta chiusa in attesa di interventi importanti sia di rimozione che di messa in sicurezza.

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