Contenuto sponsorizzato

Con pistole alla mano (finte) e passamontagna tentano due rapine al Bancomat ma falliscono miseramente: ora sono stati arrestati

Uomo e donna hanno prima provato a fare il colpo con due ragazzi, che però dopo essersi paralizzati dalla paura sono riusciti a scappare, e poi con un uomo che ha disarmato uno dei due e poi è fuggito. Grazie alle immagini dei circuiti di videosorveglianza e alle indagini la polizia è riuscita a rintracciarli: in casa una santabarbara di armi finte e coltelli

Pubblicato il - 24 luglio 2020 - 13:29

TRENTO. Si erano presentati alle spalle di due ragazzi che prelevavano denaro a uno sportello bancomat, incappucciati e con pistole alla mano ordinandogli di completare il prelievo e di dar loro i soldi ma era andata male. Avevano riprovato, usando praticamente la stessa tecnica, qualche giorno dopo con un uomo nei pressi dell'Ospedale Santa Chiara, fallendo anche in questo caso, uno dei due finendo anche disarmato. All’alba di questa mattina la squadra mobile, coordinata dalla Procura della Repubblica di Trento, ha arrestato due persone, un uomo e una donna, rispettivamente di 36 e 35 anni, conviventi, originari di Bari ma residenti a Meano, autori di due tentate rapine commesse, a distanza di tre giorni l’una dall’altra, nel mese di febbraio in zona Gardolo e nei pressi dell’Ospedale di Trento.

 

Nella serata del 20 febbraio di quest’anno i due rapinatori, incappucciati, sono piombati alle spalle di due ragazzi intenti a prelevare del denaro da uno sportello bancomat di piazza della Libertà, nella zona nord di Trento. In particolare, l’uomo ha puntato una pistola semiautomatica, priva di tappo rosso, risultata solo successivamente a salve, ma perfettamente identica ad una vera, al volto di uno dei due giovani, intimandogli di accovacciarsi. Allo stesso modo la donna, anch’essa armata di un pistola tipo “replica” di un revolver, ha spinto la canna della pistola nel fianco del ragazzo intento a prelevare il denaro. Quest’ultimo, paralizzato dalla paura, non è riuscito a completare le operazioni di prelievo, scatenando le ire del rapinatore che ha esploso dei colpi in aria. A questo punto le vittime della rapina, approfittando di una attimo di distrazione dei due rapinatori, sono scappate.

 

Tre giorni dopo i due hanno tentato un’altra rapina, questa volta nei pressi del locale ospedale. Anche in questo caso si sono avvicinati alle spalle della vittima, un uomo di nazionalità albanese che stava prelevando da uno sportello bancomat, travisati da un passamontagna, pistole in pugno, puntando l’arma sulla spalla della vittima, ordinandogli di consegnargli il denaro. Tuttavia l'uomo non si è dato per vinto e ha reagito, riuscendo a disarmare il rapinatore e a fuggire, non prima di aver intrapreso una colluttazione con quest’ultimo. Dal corpo a corpo con il rapinatore, la vittima ha subito alcune contusioni agli arti superiori nonché alla schiena.

 

Il giorno dopo le rapine subite, ciascuna delle vittime si è presentata alla Questura di Trento per denunciare quanto accaduto. Dalle identiche modalità con cui sono avvenute le tentate rapine, gli investigatori della Squadra Mobile si sono convinti si trattasse degli stessi autori. La ricognizione dei sistemi di videosorveglianza presenti a Gardolo e nei pressi dell’Ospedale ha permesso di rilevare, in entrambi gli episodi, la presenza di una macchina di colore griglio, di cui è stato possibile rilevare soltanto i primi due numeri di targa.

 

La svolta delle indagini è avvenuta alla fine del mese di giugno, allorché la Squadra Mobile ha perquisito l’abitazione dei due rapinatori in zona Cortesano, sequestrando una moltitudine di armi prive di tappo rosso. Ma repliche di 7 pistole semi automatiche ed automatiche nonché un fucile a pompa calibro 12, tre coltelli, di cui due a serramanico ed uno lungo circa 30 centimetri, ed un centinaio di proiettili a salve.

 

Inoltre nell’abitazione è stato trovato anche un passamontagna, rivelatosi indossato dall’uomo che ha tentato di rapinare i due giovani in zona Gardolo. Inoltre, una volta avuta la possibilità di vedere a volto scoperto i due rapinatori, è stato possibile svolgere comparazioni fisionomiche che hanno permesso di stabilire una piena compatibilità tra i volti travisati dei rapinatori e quelli di due giovani perquisiti a Cortesano. Gli indizi così raccolti sono stati sottoposti all’attenzione della Procura della repubblica di Trento che si è determinata per richiedere al Giudice per le Indagini Preliminari di Trento l’emissione di due custodie cautelari in carcere, eseguite questa mattina.

 

“Episodi come quelli scoperti questa mattina sono gravi perché destano un grave allarme sociale. Ma è da sottolineare anche la tempestività e puntualità con la quale gli stessi episodi sono stati scoperti, grazie ad una perfetta sinergia tra l’attività investigativa e di controllo del territorio messa in campo dalla Polizia di Stato”, con questa parole il Questore Cracovia ha voluto commentare gli arresti di oggi.

Contenuto sponsorizzato
Telegiornale
Ultima edizione
Edizione ore 19.30 del 23 settembre 2020
Il DolomitiTg, le notizie della giornata in sessanta secondi. Cronaca, politica, ambiente, università, economia e cultura: tutte le news in un minuto
Contenuto sponsorizzato

Dalla home

25 settembre - 16:21

Nelle ultime 48 ore in Alto Adige sono stati individuati quasi 90 positivi. Di questi cinque sono studenti di scuole diverse (ecco quali) dove scatteranno le normali misure di quarantena per i compagni mentre altri cinque sono stati individuati solo nell'istituto di Merano. Per sicurezza da lunedì 28 settembre fino a venerdì 9 ottobre 2020 compreso la scuola resterà chiusa e si torna alle lezioni digitali

25 settembre - 17:49

La prima neve della stagione sta cadendo proprio in questi momenti sui monti altoatesini occidentali e lungo la cresta di confine. Fino a sabato sera anche nella zona dell' Ortles potranno cadere fino a 50 centimetri di neve fresca

25 settembre - 12:43

Assia Belhadj si è candidata alle ultime regionali in Veneto con una civica a sostegno di Lorenzoni. E' stata attaccata violentemente sui social da migliaia di haters che l'hanno minacciata, insultata e in suo sostegno è intervenuto anche il vescovo di Belluno. Ora, a elezioni passate, ha deciso di denunciarli: ''In quanto responsabile di una associazione che aiuta le donne maltrattate ho sempre suggerito loro di fidarsi delle Istituzioni e di rivolgersi allo Stato. Senza però mai immaginare che un giorno a chiedere aiuto sarei stata io''

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato