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Coronavirus, da settembre torna a salire l’età media dei contagiati. Ferro: “Se questo trend continua aumenteranno anche le terapie intensive”

Da settembre è tornata a salire l’età media dei contagiati. Il direttore del dipartimento prevenzione sottolinea la necessità di monitorare l’ambito famigliare perché quando il virus colpisce un componente del nucleo nel 70% dei casi si trasmette anche ad altri membri della famiglia: “Dobbiamo evitare che il contagio passi dai nipoti agli anziani

Di Tiziano Grottolo - 12 ottobre 2020 - 19:19

TRENTO. Nei giorni scorsi era tornata a preoccupare la situazione all’interno delle Rsa dove il coronavirus era riuscito a insinuarsi nonostante le stringenti norme anti-contagio. Sono due i decessi registrati nella struttura “Villa Alpina” di Montagnaga ai quali si deve aggiungere quello avvenuto oggi, 12 ottobre. La terza vittima del Covid in pochi giorni. 

 

“Abbiamo un tavolo costantemente aperto sia con al parte pubblica che privata delle Rsa”, afferma Giancarlo Ruscitti il dirigente generale del dipartimento salute e politiche sociali. Nel frattempo, in collaborazione con il dipartimento prevenzione di Apss si sta lavorando all’aggiornamento delle procedure, inoltre le autorità sanitarie stanno valutando se completare la trasformazione dell’Rsa di volano dedicandola esclusivamente ai pazienti Covid. Ad ogni modo Ruscitti precisa che “la situazione è sotto controllo”.

 

I dati però dimostrano come l’età media dei contagiati stia tornando ad alzarsi, un segnale d’allarme in un certo senso perché potrebbero aumentare i ricoveri in terapia intensiva e le possibili complicazioni. Dal 1° settembre i casi attivi sono 768 di questi 24 vanno da 0 a 5 anni, mentre nella fascia d’età 6-15 sono 59 i casi registrati. Con l’aumento dell’età media generalmente aumentano i casi: sono 255 nella fascia d’età 16-39 e 307 per quella che va dai 40 ai 69 anni. Infine 123 contagi sono avvenuti negli over 70.

 

Stiamo registrando un aumento dell’età media dei contagi – ribadisce Antonio Ferro direttore del Dipartimento prevenzione dell’Apss – se all’inizio di settembre questa era intorno ai 40 anni, oggi arriva ai 43. Ovvio che avendo questo slittamento ci possiamo aspettare più ricoveri, anche in terapia intensiva”. Ora però la differenza sta nel fatto che le autorità sanitarie riescono a intercettare pure gli asintomatici. Ferro sottolinea comunque la necessità di monitorare da vicino l’ambito famigliare perché se il virus colpisce un componente del nucleo nel 70% dei casi si trasmette anche ad altri membri della famiglia. “È necessario impedire che il contagio passi dai nipoti agli anziani – conclude Ferro – che rientrano fra le categorie più a rischio”.

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