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Coronavirus, dati del Trentino sempre più fuori scala: i positivi sono sempre di meno e ricoveri e terapie aumentano. Dal 1° novembre i conti non tornano

Mentre dal 15 al 25 novembre i positivi comunicati da Fugatti e Segnana ai trentini sono passati da 3.099 a 2.461 quelli veri a Trento città sono passati da 2.240 a 2.500 e mentre il livello di contagio pare stabile i dati comunicati dalla Pat fanno salire enormemente il gap con tutti gli altri territori nel rapporto tra positivi e ricoveri, decessi e terapie intensive (dati, questi, che non si possono interpretare) e anche l'ex rettore Bassi conferma: ''Con impegno e costanza degni di miglior causa, il Trentino è riuscito a emergere nel panorama nazionale come una anomalia sempre più evidente''

Di Luca Pianesi - 27 novembre 2020 - 04:01

TRENTO. Continua la galoppata verso l'assurdo dei dati trentini rispetto a quelli del resto d'Italia. I numeri comunicati quotidianamente dal presidente Fugatti e l'assessora Segnana alla popolazione contribuiscono a dare una falsa sicurezza ai cittadini trentini ma la realtà, come spiegato più volte, è ben diversa e il rovescio delle medaglia sono ospedali sempre più pieni, terapie intensive in aumento, continua crescita di decessi.

 

E se da comunicazioni provinciali la curva pare in calo costante (e Fugatti anche ieri si è complimentato con sé stesso per il calo dell'Rt e del contagio) quella reale appare stazionaria e in qualche (importantissimo) caso addirittura in crescita. Detto che i dati della Protezione Civile sui positivi per il Trentino sono leggermente diversi da quelli dell'Apss (mentre quelli dei ricoveri sono coerenti) in ogni caso il quadro si può sintetizzare con questo grafico che mette a confronto i numeri ufficiali comunicati dalla Provincia di Trento di positivi per tutto il Trentino e quelli reali del Comune di Trento (con anche gli antigenici).

 

 

 

Come si vede solo a Trento ieri sono stati superati i positivi ''denunciati'' dalla Pat (QUI PER APPRFONDIMENTO) per tutta la provincia e se nel primo caso sono in leggera crescita, nel secondo ormai stiamo assistendo a un calo costante e quasi ogni giorno i guariti sono superiori ai nuovi contagiati. Una situazione da territorio quasi fuori dal tunnel che è figlia semplicemente del fatto che i positivi si trovano, ormai, quasi solo con i tamponi antigenici e i tamponi molecolari, quelli che finiscono nei conteggi ufficiali, di fatto intervengono più per cercare la negativizzazione di questi positivi (e per controlli specifici su determinate categorie) che per monitorare la popolazione. Ora il ministero ha chiesto che regioni e province autonome comunichino dalla prossima settimana sia i positivi da molecolari che da antigenici e allora le cose cambieranno.

 

Ma per ora tutto ciò sta generando un enorme paradosso sui dati trentini messo in evidenza anche dal ministero della salute che mostra rapporti che appaiono quasi incredibili a guardarli nei grafici: il Trentino se si rapportano decessi, terapie intensive e ricoveri al numero di positivi attuali è sempre più fuori scala perché, evidentemente, è l'unico in Italia che sta fornendo dati così estremi. E se su ricoveri, decessi e terapie intensive non si può che dare il dato reale è proprio la strategia trentina di cercare i positivi che sta sballando completamente i conteggi.

 

 

 

Come si vede il Trentino è fuori scala su tutto con dati sempre più lontani dal livello degli altri territori, che invece avanzano abbastanza omogenee (con le differenze tra zone rosse, gialle e arancioni). 

 

 

 

L'invito, allora, alla cittadinanza è di mantenere alta la guardia come se ci si trovasse in un territorio con un contagio circa triplo (e con questo multiplo restiamo cauti perché visti i positivi comunicati quotidianamente e visto il livello di contagio nei diversi comuni probabilmente va corretto al rialzo).

 

La scorsa settimana l'ex rettore dell'Università di Trento Davide Bassi aveva fatto un ''manuale'' semiserio per regioni per riuscire a restare in zona gialla e domenica ha spiegato che ''a quanto pare la Provincia Autonoma di Trento si sta attenendo strettamente alle 7 regolette semi-serie che avevo proposto. Con impegno e costanza degni di miglior causa, il Trentino è riuscito a emergere nel panorama nazionale come una anomalia sempre più evidente''. E aggiungeva che ''la distanza del Trentino rispetto a tutte le altre Regioni/province autonome italiane è cresciuta rispetto alla situazione di 5 giorni fa, segno di una divergenza ormai in atto che, se non corretta per tempo, porterà in tempi relativamente brevi alla necessità di fare un inevitabile "conguaglio". 

 

Il risultato di tale gestione rischia, infatti, nel giro di poche settimane di vedere un sorpasso dei guariti totali della pandemia rispetto ai contagiati totali, in Trentino il che sarebbe a dir poco imbarazzante e dimostrerebbe che qualcosa è stato sbagliato. Da pochi giorni, però, con la regola che si è liberi ''dopo 21 giorni dal tampone positivo'' senza dover fare un nuovo molecolare qualcosa è cambiato e così alla fine il dato potrebbe essere corretto e l'apparato potrebbe salvare la faccia. Ma i dati attuali bastano a rendersi conto di come Fugatti e Segnana quotidianamente informino la loro comunità. 

 

Bassi in particolare mostra come tutto sia cambiato dal primo novembre giorno in cui si è cominciato a non verificare più, in Trentino, la positività trovata con tamponi antigenici, provvedendo all'immediato isolamento del soggetto (e sottoponendolo a tampone molecolare tra i 10 e i 14 giorni dopo per ''liberarlo'', così da inserire nei conteggi ufficiali un nuovo guarito senza mai aver inserito un nuovo positivo). Ecco quanto scrive l'ex rettore sul suo blog (QUI PER L'ANALISI COMPLETA).

 

Partiamo dal dato dei contagi settimanali. 

 

 

Nuovi contagi settimanali. La data del punto coincide con l'ultimo giorno della settimana considerata ai fini del conteggio. Il dato è normalizzato rispetto ad un campione di 100.000 abitanti 

 

Si vede con molta chiarezza l'effetto di "troncamento" introdotto dalla arbitraria decisione di inizio novembre di far aspettare 10-15 giorni i positivi (spesso sintomatici) antigenici prima di sottoporli al tampone molecolare. Il numero di nuovi contagi del Trentino (che durante il mese di ottobre era abbastanza allineato rispetto alla media nazionale), improvvisamente a novembre ha smesso di crescere.

 

Durante le prime tre settimane di novembre il numero dei nuovi contagi in Trentino è stato artificialmente stabilizzato spostando progressivamente la diagnostica dei nuovi casi di Covid-19 dai tamponi molecolari ai tamponi rapidi antigenici e lasciando fuori dalle statistiche ufficiali molte migliaia di contagiati. Notate inoltre che essendo il numero dei casi "ufficiali" più o meno costante non sorprendentemente l'indice di riproduzione del contagio R del Trentino è rapidamente sceso ad 1.

 

Vediamo cosa è successo per le persone attualmente positive. Sappiamo che attualmente la prevalenza della Covid-19 in Trentino si attesta intorno all'1,85%, corrispondente a circa 10.000 attualmente positivi (o se preferite circa 1.850 attualmente positivi per ogni 100.000 abitanti. Vediamo cosa dicono i dati ufficiali comunicati dalla Provincia a Roma (linea rossa):

Andamento temporale del numero di attualmente positivi. Il dato è normalizzato rispetto ad un campione di 100.000 abitanti 

 

Qui l'anomalia trentina è clamorosa. Addirittura osserviamo una tendenza a decrescere, mentre il dato nazionale non ha ancora raggiunto il picco. Peccato che il valore vero del Trentino  (1.850) sia decisamente più alto della media nazionale.

Vediamo allora la tendenza dei ricoveri. Il numero dei ricoveri è un buon indicatore di quante siano effettivamente le persone positive. Se uno si sente male corre al pronto soccorso indipendentemente dal fatto che gli sia stato somministrato il tampone molecolare o quello rapido antigenico. Vediamo come è cambiato nel tempo lo stato dei ricoveri nei reparti Covid del Trentino:

 

Andamento temporale del numero di ricoveri nei reparti Covid (tutti i reparti). Il dato è normalizzato rispetto ad un campione di 100.000 abitanti 

 

 

Il dato del Trentino a ottobre era migliore (più basso) della media nazionale, ma poi proprio all'inizio di novembre c'è stato il superamento del dato nazionale con una divergenza che si vede progredire nel corso delle ultime due settimane. Altro che "zona gialla con pochi contagi". Abbiamo una situazione sanitaria peggiore rispetto alla media nazionale come del resto è confermato dall'alto livello di occupazione dei letti disponibili nei reparti Covid.

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