Coronavirus, famiglia positiva in quarantena e senza informazioni. "Sono incinta e la visita di controllo è saltata. Come posso sapere se la gravidanza procede bene?"
Michela è una donna incinta alla 27esima settimana. Risultata positiva il 20 ottobre a un test rapido deciso dalla sua azienda dopo il contagio di un collega, è stata sottoposta al tampone molecolare assieme al marito, ricevendo un esito che confermava la positività. Da quel momento più nulla. "Siamo stati abbandonati a noi stessi. Ma ciò per cui sono più preoccupata è la figlia che ho in grembo. Come posso sapere che la gravidanza sta procedendo bene?"

TRENTO. “Il giorno che ho saputo della positività avrei dovuto fare un controllo di routine per vedere le condizioni della bambina che porto in grembo. La visita è chiaramente saltata, ma io non ho né so quando potrò avere la sicurezza che sta andando tutto bene”. È preoccupata Michela (nome fittizio per tutelare la sua privacy). Incinta alla 27esima settimana, a seguito del riscontro positivo di un tampone di un collega di lavoro, è risultata contagiata dal Coronavirus, entrando così in un’odissea che ormai coinvolge sempre più trentini.
I tempi biblici delle attese, infatti, sono al centro di numerosissime segnalazioni che giungono quotidianamente al nostro giornale, tra chi a causa della positività di un congiunto ha dovuto rinunciare ad un concorso atteso da mesi (articolo) e famiglie intere bloccate a casa da settimane. “Speravo fosse l’Azienda sanitaria”, scherza amaramente una volta raggiunta al telefono per farci raccontare la sua storia.
L’attesa, sua e della sua famiglia, d’altronde, dura da oltre una settimana dall'esito del tampone molecolare. Sottoposta ad un test rapido privato deciso dall’azienda in cui lavora dopo l’individuazione di una positività nel personale, in data 20 ottobre, Michela risulta positiva. Da quel momento scatta l’isolamento obbligatorio anche per la figlia di 4 anni e il marito. È qui che ha inizio il tutto.
“Contattati dall’azienda sanitaria, io e mio marito effettuiamo il test molecolare – racconta – io non presentavo alcun sintomo e se l’azienda in cui lavoro non fosse stata così lungimirante non avrei mai avuto modo di scoprirlo. Mio marito, invece, ha avuto febbre alta e dolori articolari. Entrambi risultiamo positivi al test molecolare, il cui esito arriva dopo qualche giorno dal test, martedì 27 ottobre”.
Asintomatica, la figlia piccola non viene invece testata, salvo poi manifestare qualche sintomo e dover passare alcuni giorni a letto con una lieve febbre. Con molta probabilità, anche lei ha contratto il Coronavirus. “Vivendo con me e mio marito è difficile che non si sia ammalata pure lei – continua Michela – ad ogni modo, dal momento in cui riceviamo l’esito del tampone molecolare inizia un periodo di assoluta incertezza e di attesa”.
Nonostante lo stato di gravidanza, Michela non riceve però alcun segnale da parte dell’Azienda sanitaria. “Mi sarei aspettata di essere minimamente seguita. Ho sentito il mio ginecologo privato, che chiaramente, non potendo uscire di casa ed essendo positiva, non può visitarmi. Nessuno all’azienda sanitaria mi ha aiutata”.
Del tracciamento poi, come ormai noto da tempo, nemmeno l’ombra. “Mi sono curata io di sentire la scuola di mia figlia, sentendomi giustamente rispondere che fino a che non si sa con certezza della sua positività non si può fare nulla – prosegue – i sentimenti che provo sono quindi diversi. Sono rammaricata perché siamo stati abbandonati a noi stessi”.
“Infastidita, inoltre, perché se qualcuno può anche considerare questo periodo come una vacanza in cui non far nulla io invece, che al lavoro ci vado volentieri, mi sento un peso per la società. In un Paese così in difficoltà, essere spesata dall’Inps quando probabilmente non sono più malata mi fa stare male. Non so infatti con certezza se sono ancora o meno positiva, ma dal primo tampone, il 20 ottobre, sono passate oltre 2 settimane”.
“Infine mi sento preoccupata – conclude Michela – tra una decina di giorni ho l’ecografia del settimo mese fissata, presa con mesi d’anticipo come previsto in questo periodo di Covid. Sappiamo che per l’esito del tampone dovranno passare diversi giorni, quando potrò sapere se la bimba che ho in grembo sta bene? Non esiste nemmeno della letteratura sui possibili effetti del Covid nelle donne in stato di gravidanza”.












