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| 21 apr 2020 | 19:30

Coronavirus, Ferro: “Delle 7400 persone in isolamento il 50% erano conviventi diretti del soggetto positivo, il 20% amici”

Per contrastare i nuovi contagi Pat e Apss puntano sulla quarantena in albergo, Fugatti: “Le spese saranno sostenute dalla protezione civile, auspichiamo che ci sia una forte adesione”

Coronavirus, Ferro: “Delle 7400 persone in isolamento il 50% erano conviventi diretti del soggetto positivo, il 20% amici”
di Tiziano Grottolo

TRENTO. Finalmente il rapporto fra nuovi contagi e tamponi effettuati è sceso ma per parlare di riapertura è ancora presto, in sintesi è questo ciò che emerge dalla conferenza stampa di oggi, 21 aprile. Pat e Apss infatti tengono alta la guardi dal momento che come ha spiegato il presidente Maurizio Fugatti: “Non dobbiamo pensare che la stabilizzazione dei contagi che stiamo registrando in questi giorni sia un dato definitivo”.

 

Il presidente della Pat ha ribadito ancora una volta la trasparenza sui dati forniti, anche se, come ha dimostrato il Dolomiti, qualcosa non torna e i numeri sono insufficienti per riuscire a inquadrare il fenomeno. Ad ogni modo è stato annunciato che nei prossimi giorni i dati saranno ancora più precisi: “Apss li sta classificando per renderli trasparenti” ha detto Fugatti. Il presidente della Pat ha poi rivendicato l’elevato numero di tamponi effettuati in rapporto alla popolazione: “Con il 4,1% abbiamo un numero più alto rispetto alla media nazionale”.

 

Sul fronte della lotta alla diffusione dell’epidemia la Pat punta sull’isolamento dei positivi, in tal senso è stata ampliata l’offerta per quanto riguarda le strutture alberghiere messe a disposizione dei contagiati per passare la quarantena, che ora può contare anche su hotel nelle zone: Paganella, Giudicarie, Val di Sole, Val di Fassa e Alto Garda. “Ovviamente questo isolamento rimane su base volontaria – ha specificato Fugatti – ma ci auspichiamo una forte adesione”. In aggiunta è stato sottolineato come i costi del soggiorno saranno interamente a carico della protezione civile.

 

Antonio Ferro, del dipartimento prevenzione, ha ricordato come spesso la quarantena non venga seguita alla lettera: “Serve un isolamento fisico effettivo, ciò significa che la persona in isolamento dovrà stare nella sua stanza e persino quando si usa il bagno sarebbe meglio andare in quello personale, altrimenti quello in comune andrà disinfettato”. D’altra parte dai dati che stanno emergendo la maggior parte dei contagi registrati dipendono dal nucleo famigliare. Ad esempio sulle 7400 persone che sono state messe in isolamento finora, il 50% di queste erano conviventi diretti della persona positiva al coronavirus, il 20% amici, il 13% colleghi e il 7% altri, “è chiaro – ha concluso Ferro – che stiamo seguendo questa problematica per capire meglio quali sono le fonti di contagio e di conseguenza decidere come intervenire”.  

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