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Coronavirus, Ferro: ''In Trentino dai 1000 ai 1500 ancora positivi asintomatici". Sul virus spiega: ''Non ha perso forza, occorre fare attenzione''

Preoccupano i mesi di settembre e ottobre con l'arrivo dell'influenza ma soprattutto gli affollamenti nei luoghi al chiuso. Ferro: "E' terreno fertile per il coronavirus, riconoscerlo dall'influenza è difficile per questo abbiamo impostato una vaccinazione di massa"

Di gf - 01 giugno 2020 - 18:47

FERRO. In Trentino ad oggi ci sarebbero sul territorio dalle 1000 alle 1500 persone positive al coronavirus che però sono asintomatiche e che possono essere individuate solo attraverso le campagne di screening. Numeri non da sottovalutare in questa fase e che dimostrano come oggi sia quanto mai importante rispettare le regole messe in campo per il contenimento del contagio. A confermare questi dati e a fare una panoramica sulla forza che continua ad avere Covid19 è stato Antonio Ferro, direttore del Dipartimento di prevenzione di Apss.

 

Il virus continuano ad essere un nemico temibile. “Non abbiamo alcuna evidenza – ha spiegato Ferro – che questo virus abbia perso forza ed efficacia. Non si sono state sequenze genomiche che abbiano dimostrato qualche variazione ed è per questo plausibile che abbia le stesse caratteristiche di prima”. L'insidiosità di Covid19, insomma, non è cambiata come qualcuno pensa e la ripresa del contagio può avvenire da un giorno all'altro.

 

“Se ci rifacciamo alla spagnola sappiamo che ci ha messo un anno e mezzo prima di perdere potenza e forza. Il coronavirus è presente da pochi mesi da noi e per questo servono ancora misure di contenimento e solo quelle possono essere efficaci”.  Tre i punti importanti sottolineati da Ferro in questa nuova fase: l'attenzione all'isolamento dei casi che vengono rilevati, gli ospedali che devono essere pronti a riaprire in emergenza e un adeguato assetto farmaceutico che già permette di affrontare al meglio eventuali casi.

 

“L'andamento – ha spiegato il direttore del dipartimento prevenzione dell'Apss - è sicuramente positivo. Quello che conta è la percentuale di positività dei tamponi che è ancora alta rispetto altre regioni ma si sta riducendo”.

 

L'andamento dei dati ci mostra comunque la necessità di mantenere il distanziamento sociale, non creare assembramenti e l'utilizzo della mascherina. “Dobbiamo continuare – ha spiegato Ferro - a salvaguardare la popolazione più fragile e gli anziani sopra i 75 anni che in termini di mortalità hanno pagato molto. Ci deve essere un patto tra generazioni”.

 

Preoccupano invece i prossimi mesi, soprattutto settembre e ottobre, per l'arrivo dell'influenza e l'affollamento in locali chiusi dove il virus trova terreno fertile. “E' molto complicato distinguere la sindrome influenzale da covid19. Per questo abbiamo impostato una vaccinazione di massa importante contro l'influenza non solo per le categorie che ne hanno diritto ma anche per altri soggetti produttivi”. Un sistema, questo, che permetterà di limitare al massimo le sindromi influenzali facendo riconoscere più facilmente il coronavirus.

 

Tempi ancora lunghi, infine, per il vaccino. “Dovremo ancora attendere , ritengo che prima del 2021 avanzato non sarà disponibili il vaccino”

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