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Coronavirus, Galli sui sanitari che non si vogliono vaccinare: "Cambino mestiere". Nel sondaggio in Alto Adige, oltre il 30% aveva detto "No"

Durante il programma "L'aria che tira", l'infettivologo dell'ospedale Sacco di Milano Massimo Galli non ha usato mezzi termini riguardo ai lavoratori di ambito sanitario che non si vogliono sottoporre alla vaccinazione anti-Covid. "Sono tollerante con la gente comune, a cui bisogna spiegare. Non con chi fa una professione sanitaria. Chi non si fa il vaccino tra di loro dovrebbe cambiare mestiere"

Di Davide Leveghi - 21 December 2020 - 11:56

BOLZANO. “I medici e gli infermieri che si rifiutano di fare il vaccino devono cambiare mestiere”. Non le manda a dire, il virologo Massimo Galli. Le notizie sulle titubanze mostrate anche in ambito sanitario nei confronti del vaccino, con la campagna di vaccinazione che si appresta a partire in tutta Europa, hanno trovato la dura reazione da parte di una delle figure più in vista del mondo medico italiano in questo ultimo anno.

 

L'infettivologo dell'ospedale Sacco di Milano, intervenuto nella versione domenicale del programma di La7 “L'aria che tira”, è stato interrogato dalla presentatrice Myrta Merlino riguardo al tema. “Sulla questione del patentino, non si può dire che sia obbligatorio – ha esordito la giornalista – ma dire almeno che se non ti vaccini non dovresti accedere a alcuni servizi è altra cosa. È come per l'esavalente a scuola. Se non ti vaccini, non entri. Così dovrebbe essere anche per il Covid”.

 

In questo momento credo sia tempo di creare il massimo di comprensione, adesione e consenso sul tema – ha risposto Galli – non mi illudo che il consenso sia totale ma penso che dibattere troppo finisca per dare spazio a posizione no vax, a esitanti e a cospirazionisti. Tutte queste robe qua, insomma, che se volessimo lasciar perdere e non dare spazio sarebbe bella cosa. Mi sento tollerante nei confronti dei dubbi della gente comune e normale, con la quale è giusto interagire e spiegare”.

 

Diverso, se non opposto, il discorso sui sanitari. “Sono meno tollerante verso le posizioni nell'ambito di certe professioni – ha proseguito – perché chi fa una professione in ordine sanitario o ha incarichi in ambito del pubblico servizio non può permettersi di essere riluttante, esitante o ancora peggio no vax”.

 

Incalzato da Merlino sull'opportunità di sanzionare gli eventuali riluttanti, il virologo risponde seccamente. “Chi si rifiuta deve fare un passo indietro e cambiare mestiere”.

 

Il messaggio di Galli appare dunque chiaro e cristallino: nessuno spazio, tra chi ha dedicato la propria vita professionale alla scienza, a chi si rifiuta di vaccinarsi. Nei giorni scorsi, interrogati dall'Azienda sanitaria sull'adesione al vaccino, oltre il 30% dei sanitari altoatesini si è detto contrario alla vaccinazione anti-Covid. “Attendiamo maggiori informazioni, in arrivo a giorni”, si erano giustificati. Nondimeno, la minor adesione nelle valli periferiche riflette una tradizionale diffidenza nei confronti dei vaccini.

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