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Coronavirus, il 79% degli abitanti di Pieve di Bono-Prezzo ha aderito ai test sierologici, Fugatti: ''Screening importante per contrasto epidemia''. Risultati tra un mese

Il comune della valle del Chiese è tra i 5 inseriti nel progetto di sorveglianza avviato dall’Azienda provinciale per i servizi sanitari in accordo con la Provincia e la supervisione dell’Iss. Bordon (Apss): "I test vengono inviati all'Istituto superiore di sanità. Risultati attesi tra un mese. Se i cittadini dichiarano i sintomi viene fatto anche il tampone, in questo caso l'esito arriva tra le 24 e le 48 ore"

Di Luca Andreazza - 11 maggio 2020 - 17:47

TRENTO. A Pieve di Bono-Prezzo il 79% della popolazione si è sottoposto su base volontaria ai test sierologici per rilevare l’eventuale contatto con il coronavirus. "L’alta adesione ai test sierologici conferma il senso di responsabilità della popolazione trentina verso azioni che tutelano la salute pubblica", dice il presidente Maurizio Fugatti, che aggiunge: "Inoltre garantisce la possibilità di avere uno screening completo della situazione in Trentino in un momento importante per la decisione verso un’ulteriore riapertura di attività economiche e commerciali".

 

"Le operazioni - aggiunge Fugatti - si svolgono in modo preciso, puntuale e corretto. Riceviamo tante richieste da parte dei territori per un test a tappeto. L'Iss precisa, però, che solo alcuni sono classificati come affidabili, circolano tanti test che non sono certificati. Si possono fare ma in questo momento è bene sapere che quei controlli non sono certificati come affidabili". 

 

Il comune della valle del Chiese è tra i 5 inseriti nel progetto di sorveglianza avviato dall’Azienda provinciale per i servizi sanitari in accordo con la Provincia di Trento e la supervisione dell’Istituto superiore di sanità (Qui articolo). "La nostra provincia vuole riprendere il lavoro e la quotidianità sospesa in questi mesi di lockdown, ma questo deve avvenire con regole e evidenze certe", prosegue Fugatti, mentre il vice presidente Mario Tonina: "Questo screening è importante, accolto con favore dalla popolazione e siamo convinti che attraverso questa azione potremo disporre di importanti elementi in più per conoscere questo temibile virus e per prevenire il più possibile il contagio".

 

I cinque Comuni del Trentino inseriti nel progetto di test sieriologici sono Pieve di Bono-Prezzo, Vermiglio, Canazei, Campitello di Fassa e Borgo Chiese (Qui articolo). Qui era stata registrata una prevalenza di positivi superiore al 2% della popolazione alla data del 31 marzo scorso.

 

"I test vengono inviati all'Istituto superiore di sanità. I risultati - aggiunge Paolo Bordon, direttore generale dell'Azienda provinciale per i servizi sanitari - sono attesi tra un mese. Se i cittadini dichiarano i sintomi viene fatto anche il tampone, in questo caso l'esito arriva tra le 24 e le 48 ore". 

 

Il territorio di Pieve di Bono - Prezzo è il secondo comune a concludere i prelievi: su una popolazione target di 1.437 persone hanno aderito ai test sierologici 1.134 individui (79%), e complessivamente sono stati effettuati 411 tamponi. A Campitello, su una popolazione target di 710 persone erano stati eseguiti la scorsa settimana 589 prelievi (82%) e 168 tamponi.

Sempre nella giornata di oggi, i test sono proseguiti a Canazei (343 prelievi e 91 tamponi) e Vermiglio (253 prelievi e 85 tamponi). 

 

Rimane il quinto Comune, Borgo Chiese, che inizierà domani, martedì 12 maggio, i test sierologici e i tamponi. L’obiettivo principale dello studio è stimare su base comunale la presenza di anticorpi anti Covid 19 nella popolazione di tutte le età ad eccezione dei bambini sotto i 10 anni.

 

Un secondo obiettivo è quello di testare, in un campione di popolazione, la concordanza dei risultati sierologici con quelli effettuati sui tamponi di pazienti con sintomi. Lo studio prevede la possibilità di effettuare un secondo prelievo, a distanza di tempo, così da raccogliere ulteriori informazioni medico scientifiche sul comportamento degli anticorpi contro Sars-CoV2.

 

Come già ribadito in passato, il direttore generale dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari, ha sottolineato l’importanza del progetto per “capire quali azioni di sanità pubblica intraprendere per contenere l’epidemia, ferme restando le misure precauzionali come il lavaggio frequente delle mani, il distanziamento sociale e l’uso delle mascherine".

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