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Coronavirus, partono i test sierologici nei 5 Comuni ''attenzionati'' a un mese dall'annuncio: ''Consentirà di capire quali azioni di sanità pubblica intraprendere per contenere l’epidemia''

L'Azienda provinciale per i servizi sanitari spiega, infatti, che questi test non portano alla "patente di immunità" al Covid-19 ma forniscono dati epidemiologici importanti per ricostruire a posteriori l’andamento del contagio e capire meglio l’evoluzione futura

Di L.A. - 05 May 2020 - 17:49

TRENTO. A un mese dall'annuncio sono iniziati i test sierologici nei 5 Comuni "attenzionati", cioè Campitello di Fassa e Pieve di Bono-Prezzo, Vermiglio, Canazei e Borgo Chiese (Qui articolo).

 

"Abbiamo proposto alla popolazione dei cinque comuni trentini – spiega Paolo Bordondirettore generale di Apss – di partecipare su base volontaria a questa indagine epidemiologica attraverso i test sierologici che consentirà di capire quali azioni di sanità pubblica intraprendere per contenere l’epidemia. Voglio evidenziare che il test sierologico non ha carattere diagnostico e non va interpretato come una 'patente di immunità' al Covid-19; andranno sempre rispettate le misure precauzionali come il lavaggio frequente delle mani, il distanziamento sociale e l’uso delle mascherine".

 

L'Azienda provinciale per i servizi sanitari spiega, infatti, che questi test non portano alla "patente di immunità" al Covid-19 ma forniscono dati epidemiologici importanti per ricostruire a posteriori l’andamento del contagio e capire meglio l’evoluzione futura.

 

Questa mattina, martedì 5 maggio, a Campitello di Fassa sono stati effettuati i primi prelievi per i test sierologici sulla popolazione dei cinque Comuni trentini maggiormente colpiti dal coronavirus: attraverso un prelievo del sangue sarà possibile rilevare l’eventuale contatto con il virus Sars-CoV2.

 

Il 6 maggio partiranno i test a Pieve di Bono-Prezzo e Vermiglio, il 7 maggio a Canazei e la settimana dell’11 maggio a Borgo Chiese. I prelievi richiedono tra i 2 e i 3 giorni per ciascun Comune, in base al numero di abitanti e alle persone che hanno aderito all’indagine.

 

L’adesione della popolazione è stata volontaria e in totale saranno coinvolte circa 7.200 persone. Il progetto di sorveglianza attiva è stato avviato dall’Azienda provinciale per i servizi sanitari in accordo con la Provincia di Trento e la supervisione dell’Istituto superiore di sanità, che avrà il compito di analizzare i campioni raccolti. 

 

L'Apss conferma che nello studio è stata coinvolta la popolazione dei cinque Comuni del territorio in cui è stata evidenziata una più alta prevalenza di infezioni da Covid-19 dall’inizio della pandemia. I Comuni coinvolti hanno tutti una prevalenza di positivi superiore al 2% (al 31 marzo): Borgo Chiese (2,83%), Campitello di Fassa (3,23%), Canazei (3,34%), Pieve di Bono-Prezzo (2,21%) e Vermiglio (2,56%).

 

L’adesione all’indagine è stata volontaria e i cittadini coinvolti hanno compilato anche un questionario che consentirà di evidenziare la presenza di sintomi riconducibili al Covid-19 nell’ultimo mese. In questi casi verrà effettuato anche il tampone nasofaringeo.  

 

L’obiettivo principale dello studio è quindi quello di stimare la presenza di anticorpi anti Sars-CoV2 nella popolazione di tutte le età ad eccezione dei bambini sotto i 10 anni nell’intera area coinvolta, per Comune, per età e per sesso. Obiettivo secondario è testare, in un campione di popolazione, la concordanza dei risultati sierologici con quelli effettuati sui tamponi di pazienti con sintomi. Infine, lo studio prevede la possibilità di effettuare un secondo prelievo a distanza di tempo che permetterà di fare ulteriori valutazioni relativamente ai comportamenti degli anticorpi contro Sars-CoV2. 

 

"Ho voluto essere presente – commenta Maurizio Fugatti, presidente della Provincia – per vedere di persona questa prima sperimentazione. E' un'opportunità per raccogliere, su base volontaria e attraverso un test certificato dall'Istituto superiore di sanità, informazioni molto utili. Oggi ho visto un afflusso di persone importante ma anche regolare e organizzato in modo da rispettare le distanze e quindi essere affrontato in sicurezza. Anche questo era un fattore centrale in questa operazione". 

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