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Coronavirus, arrivano i tamponi per 32.000 trentini. Fugatti: ''Nelle prossime tre/quattro settimane controlleremo la popolazione di una quindicina di comuni''

Terminati i test sierologici sui cinque comuni più colpiti in termini percentuali per quanto riguarda il contagio (Borgo Chiese, Campitello di Fassa, Canazei, Pieve di Bono-Prezzo e Vermiglio) ora si passa a fare i tamponi sui paesi con un tasso di contagio superiore al 2%

Pubblicato il - 21 maggio 2020 - 18:21

TRENTO. Quindici comuni per circa 32.000 trentini coinvolti. Sono questi i numeri del nuovo screening che la Provincia di Trento avvierà nei prossimi giorni nelle zone che sono state colpite di più dal coronavirus. Si parla di quei paesi che hanno un tasso di residenti positivi già superiore al 2% dove, quindi, si ipotizza il virus si sia diffuso di più. E allora ecco il nuovo progetto lanciato dalla Pat con l'Apss dopo quello condotto con i test sierologici nei cinque comuni che erano più in difficoltà del territorio (Borgo Chiese, Campitello di Fassa, Canazei, Pieve di Bono-Prezzo e Vermiglio).

 

''Oggi abbiamo incontrato i sindaci della Val di Fassa - ha spiegato il presidente Fugatti - e abbiamo impostato un progetto che punta a controllare tutta la popolazione di alcuni comuni del Trentino che hanno un indice di positività superiore al 2%. Alcuni sono in Val di Fassa, come per esempio Mazzin, Sèn Jan e Soraga, e poi abbiamo coinvolto anche Moena. Sono quei comuni che non rientrano nei 5 dei test sierologici (Campitello di Fassa e Canazei). In totale in Trentino sono circa una quindicina questi comuni. Vogliamo impostare un percorso di screening ufficiale con tamponi per tutta la popolazione fatto dall'Azienda sanitaria su tutta la popolazione per un totale di circa 32.000 abitanti''.

 

''Perché facciamo questo? - si è chiesto Fugatti durante la conferenza stampa -. Perché siamo in grado di farlo. Sarà un lavoro che si protrarrà nelle prossime tre o quattro settimane su base volontaria. Non potremo farlo in tutto il Trentino. Non potremo fare tamponi a tutti i trentini. Partiamo dai territori con contagio sopra il 2% e quindi che devono avere una maggiore attenzione. A chi ci chiede di farlo anche in altri territori possiamo dire che siamo d'accordo con loro ma arriviamo dove arriviamo. Non potremo farlo a tutti i trentini. Noi facciamo i tamponi su questi cittadini perché questa è la capacità tecnico/scientifica di cui dispone al Provincia di Trento''.

 

''Sui test sierologici - ha concluso il Presidente - abbiamo fatto i controlli su quei cinque comuni. Ma ancora la scientificità per questi test è da provare. Pensate che il Governo su 60milioni di abitanti sta organizzando 150.000 test sierologici. Di questi mi pare circa 3.000 sono della Provincia di Trento. Noi facciamo i tamponi e ci concentriamo sui comuni dove c'è stato il maggior contagio''.

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