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Coronavirus, crescono i contagi e anche Dobbiaco corre ai ripari con lo screening di massa. Si cercano gli asintomatici per bloccare le infezioni

Anche il Comune ai piedi delle Tre Cime verrà interessato dallo screening di massa, aperto a tutta la cittadinanza, volontario e gratuito. Il test si terrà nelle giornate di venerdì 15 e sabato 16 gennaio

Di Davide Leveghi - 13 gennaio 2021 - 13:11

DOBBIACO. Nuovo screening in vista in Alto Adige. Dopo Brunico, Selva dei Molini, Predoi, Gais, Valle Aurina e Curon Venosta, anche Dobbiaco verrà interessata dal testing di massa. Inserita nell'ambito della Fase 2 del monitoraggio (la prima venne effettuata in occasione dello screening di massa in tutta la provincia), tale attività servirà per frenare un'eventuale intensificazione dei contagi nel “Comune delle Tre Cime”.

 

Nelle giornate di venerdì 15 e sabato 16 gennaio, dalle 8 alle 18, nella palestra della scuola media, tutti i cittadini e le cittadine di età superiore ai 5 anni saranno pertanto chiamati a sottoporsi a un test antigenico rapido per l'individuazione di Sars-CoV-2. L'obiettivo è di interrompere la catena del contagio, rilevando la presenza degli asintomatici e isolandoli. Il test è a base volontaria e completamente gratuito.

 

“I test hotspot sono una parte centrale della fase 'Monitoraggio Alto Adige' e sono già stati effettuati in diversi Comuni – spiega il capoprogetto Patrick Franzoni – ovunque ci sia un improvviso aumento del numero delle infezioni, testiamo immediatamente l'intera popolazione. In questo modo è possibile identificare e isolare coloro che sono infetti, ma asintomatici”.

 

Nella giornata di martedì 12 gennaio, rispetto alla situazione del Coronavirus in Alto Adige, il presidente Arno Kompatscher ha annunciato una nuova ordinanza con cui si stabilisce una soglia per imporre o meno le restrizioni. Se superata, entrano in vigore le misure da zona rossa. “Le mezze misure non servono”, ha aggiunto, ventilando per la giornata di lunedì 18 gennaio anche la riapertura degli impianti da sci 8solo ai residenti).

 

Sulla scarsa adesione dei sanitari altoatesini alla campagna di vaccinazione (sarebbero solo il 50% ad essersi sottoposti al vaccino), l'assessore alla Salute Thomas Widmann ha invece dato questa spiegazione: “In Alto Adige l'apertura verso i vaccini è molto bassa”. Per terminare le dosi in magazzino, l'Azienda sanitaria e la Provincia hanno così deciso di cominciare la vaccinazione di over80 e categorie a rischio.

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