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Coronavirus, Alto Adige ultimo per vaccini in Italia. Solo il 50% dei sanitari si è sottoposto. Widmann: "Qui da noi scarsa apertura. Dobbiamo rimediare"

Balza all'occhio il dato dei vaccini in Alto Adige, fanalino di coda in Italia per la somministrazione delle dosi distribuite ai capoluoghi. L'azienda sanitaria: "Numeri insoddisfacenti, ma andiamo avanti". L'assessore Widmann: "Ora gli over 80 e le persone a rischio"

 

Di Davide Leveghi - 12 gennaio 2021 - 16:54

BOLZANO. “Il vaccino è importante perché è l'unica soluzione per uscirne. Lo scarso numero di dosi somministrate in Alto Adige dipende da vari motivi, dall'organizzazione alla minore apertura dei nostri cittadini rispetto ai vaccini. Le 8000 dosi consegnate a settimana, però, sono troppo poche per raggiungere in tempi ragionevoli l'immunità di gregge”.

 

È questo il succo di quanto detto dall'assessore Thomas Widmann durante la conferenza stampa a margine della giunta (in cui il presidente Arno Kompatscher ha annunciato una nuova ordinanza). I dati sui vaccini, che danno la provincia di Bolzano in fondo alla classifica per le somministrazioni, hanno infatti spinto il rappresentante di giunta con delega alla Salute a intervenire, illustrando le ragioni del notevole ritardo rispetto al resto d'Italia.

 

Se l'Alto Adige ha infatti mostrato una gestione politica decisa del contagio – più di quanto non sia avvenuto ad esempio nella vicina provincia di Trento – dall'altra al momento di intraprendere il percorso per uscire dal tunnel della pandemia, sta pagando uno scotto già presente nelle previsioni. Nella provincia di Bolzano sono tante le persone, di cui anche molti sanitari, che vedono con diffidenza i vaccini, compreso quello confezionato per immunizzarsi dal Covid.

 

Ad ammetterlo è lo stesso Widmann. “L'unica soluzione è il vaccino e il nostro ritardo lo dobbiamo ad una scarsa organizzazione e al fatto che da noi tanti non vogliono farsi vaccinare. Nei confronti dei vaccini, in Alto Adige non c'è apertura come nel resto del Paese. Se il nostro approccio è stato però basso, il protocollo nazionale è d'altra parte severo. Esso stabilisce che prima vada vaccinato il personale sanitario, poi gli ospiti delle Rsa, gli over80, gli over70, gli over60, gli elementi più a rischio e così via”.

 

Ora vaccineremo tutti gli over80 e le categorie a più alto rischio – ha proseguito – l'obiettivo minimo è di arrivare al 60% delle dosi consegnate entro fine settimana. Tuttavia, se ce ne consegnano 8000 a settimana non raggiungeremo mai l'immunità di gregge entro l'estate, ma le vaccinazioni si prolungheranno ancora per molto più tempo. Se ci pervengono più vaccini riusciamo meglio e più presto a far diminuire la pressione sulle terapie intensive”.

 

Ma qual è il dato sulla somministrazione dei vaccini anti-Covid in provincia di Bolzano? Secondo i dati forniti dall'Azienda sanitaria provinciale in Alto Adige sono stati somministrati 7412 dosi sulle 23.540 a disposizione, pari al 31,5%. Questo ne fa l'ultimo territorio in Italia per vaccini inoculati.

 

L'assessore alla Salute, come detto, riconduce questa situazione allo scarso appeal dei vaccini tra la popolazione altoatesina. “In tutto l'Alto Adige ad essersi sottoposto al vaccino è stato il 50,2% del personale Asl (i dati scendono se si considerano anche le strutture private, mentre la media nel resto del Paese raggiunge il 72,3%) - ammette Widmann – la cultura del vaccino in Alto Adige, rispetto al resto d'Italia o all'Europa è molto molto basso”.

 

Come si intende procedere dunque per aumentare il numero di vaccinati? “Abbiamo vari progetti per motivare a farsi il vaccino. Nelle Rsa tante giovani operatrici credono alle fake news che circolano su facebook, come ad esempio che il vaccino comprometterebbe la gravidanza. Chiaramente non è vero. Comunque sono convinto che le paure e le perplessità verranno meno quando si vedranno gli altri che si vaccinano – ha promesso infine - daremo vita a delle campagne informative”.

 

Mentre si cerca di innalzare la soglie di adesione tra il personale sanitario (“Non siamo soddisfatti”, fanno sapere dall'Azienda sanitaria), dall'altra si sta riprogrammando la somministrazione di quelli a disposizione allargando il target agli over80 e ai malati cronici. Passato il Brennero e sulla strada di Roma, si attende intanto il vaccino Moderna. “Uno dei motivi della partenza a rilento si lega al fatto che stessimo aspettando questo vaccino”, si giustificano da Bolzano.

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