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Coronavirus, l'Umbria somministra più del 100% delle dosi disponibili (e non è un errore). Bolzano è ultima in Italia

Ieri era successo alla Campania di Vincenzo De Luca raggiungere il 101,7% di dosi somministrate oggi a Perugia si è arrivati al 102,3%. Ecco perché. Il Trentino appena sopra la media nazionale con il 74,9% di dosi somministrate

Di Luca Pianesi - 12 January 2021 - 10:50

TRENTO. Prima la Campania, oggi l'Umbria. Ci sono regioni che stanno svolgendo appieno il loro compito vaccinando il più possibile finendo le scorte e addirittura riuscendo a sforare il tetto del 100% dei vaccini somministrati. Sembra impossibile ma se fino a ieri la regione amministrata da Vincenzo De Luca faceva segnare il 101,7% di dosi somministrate, oggi a Perugia si tocca il 102,3%. Come prima reazione si può pensare all'errore ma non è così. La spiegazione c'è e si trova sul sito dell'Aifa.

 

Infatti ''se si utilizzano siringhe adeguate - si legge nel documento ufficiale dell'Agenzia italiana del farmaco - è possibile disporre di almeno 1 dose aggiuntiva rispetto alle 5 dosi dichiarate nel Riassunto delle caratteristiche del prodotto (Rcp)''. E infatti da ogni fiala di vaccino Pfizer-BioNTech, utilizzando siringhe ad alta precisione come la cosiddetta ''luer lock'', si possono ricavare 6 dosi invece delle 5 calcolate in precedenza e indicate dall’azienda farmaceutica produttrice. E così se ieri in Campania risultavano somministrate  68.138 dosi sulle 67.020 consegnate in Umbria oggi si contano 10.057 dosi somministrate a fronte di 9.835 consegnate.

 

I due territori restano rispettivamente terzo (97,6%) e primo (102,3%) per somministrazioni ad oggi mentre al secondo posto in Italia c'è la Valle d'Aosta con il 99,9% di dosi somministrate. Bene anche il Veneto con 75.214 dosi fatte su 77.900 (96,6%) e la Toscana (95,1%).

 

La peggiore in assoluto è la provincia di Bolzano ferma addirittura al 29,5% (solo 6.078 dosi somministrate su 20.620 arrivate) ma anche il Trentino non primeggia avendo somministrato 7.381 dosi contro le quasi 10.000 arrivate (74,9%) e attestandosi leggermente sopra la media nazionale (oggi al 72,3%). Peggio fanno Piemonte (69,2%), Puglia (49,3%), Basilicata (39,1%), Abruzzo (68,3%), Calabria (48,9%), Friuli Venezia Giulia (70,1%), Molise (48,1%), Liguria (57,8%) e Lombardia (53,8%).

 

Questo il testo integrale della Faq dell'Aifa dal titolo ''AIFA, possibile ottenere almeno 6 dosi da ogni flaconcino del vaccino BioNTech/Pfizer'':

 

Con l’obiettivo di utilizzare tutto il prodotto disponibile in ciascun flaconcino ed evitare ogni spreco, l’AIFA, in accordo con quanto stabilito dalla sua Commissione Tecnico Scientifica, rende noto che, ferma restando la necessità di garantire la somministrazione del corretto quantitativo di 0.3 ml a ciascun soggetto vaccinato attraverso l’utilizzo di siringhe adeguate, è possibile disporre di almeno 1 dose aggiuntiva rispetto alle 5 dosi dichiarate nel Riassunto delle caratteristiche del prodotto (RCP).

 

La dose di vaccino che deve essere somministrata a ciascuna persona è di 0,3 ml. Questa dose deve essere estratta in condizioni asettiche e utilizzando siringhe di precisione adeguate, da un flaconcino di vaccino che contiene 2,25 ml, dopo la diluizione prevista con soluzione di cloruro di sodio allo 0,9%.

 

Eventuali residui provenienti da flaconcini diversi, anche appartenenti allo stesso numero di lotto, non dovranno essere mescolati.

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