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Covid, Trento e Bolzano agli ultimi posti per le vaccinazioni: oltre il 12% degli over 60 trentini non ha ricevuto nemmeno una dose

Con i casi in aumento la campagna vaccinale, anziché accelerare, sembra impantanarsi. In Italia ci sono ancora troppi over 60 a rischio malattia grave non coperti dalla doppia dose: in Trentino sono il 12,2%. Gimbe: “Il numero di somministrazioni giornaliere stabile ormai da settimane non decolla nonostante il potenziale organizzativo”

Di Tiziano Grottolo - 22 luglio 2021 - 12:40

TRENTO. Gli ultimi dati sul fronte Covid-19 raccontano di un aumento dei contagi a livello nazionale e locale, ma i decessi stanno continuando a calare. Eppure, come rileva Gimbe nel suo report settimanale, dopo oltre tre mesi di decremento, si registra invece un’inversione di tendenza dei casi attualmente positivi (49.310 contro 40.649), delle persone in isolamento domiciliare (47.951 contro 39.364), dei ricoveri con sintomi (1.194 contro 1.128) e delle terapie intensive (165 contro 157).

 

“Sul fronte dei nuovi casi si registra un netto incremento settimanale, verosimilmente sottostimato da un’attività di testing insufficiente e dalla mancata ripresa del tracciamento dei contatti, reso ora più difficile dall’aumento dei positivi”, commenta Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe. Insomma se a parole le autorità sanitarie, soprattutto quelle locali, si erano impegnate per mantenere il contact tracing ad alti livelli poi ciò non è avvenuto. L’unica nota positiva è che almeno per il momento i numeri delle ospedalizzazioni e i decessi rimangono sotto controllo, anche se le prossime settimane saranno cruciali.

 

È però dal fronte della campagna vaccinale che arrivano le preoccupazioni maggiori. “Il numero di somministrazioni giornaliere – precisa Cartabellotta – stabile ormai da settimane non decolla nonostante il potenziale organizzativo, per il mancato utilizzo dei vaccini a vettore adenovirale e la limitata disponibilità di quelli a mRna”. In particolare, AstraZeneca non viene più somministrato per le prime dosi, come dimostra il fatto che nell’ultima settimana il 99,3% delle somministrazioni sono stati richiami, mentre e somministrazioni di Johnson & Johnson sono ormai sporadiche. “In questo scenario – spiega Marco Mosti, direttore operativo della Fondazione Gimbe – continua a scendere la percentuale di prime dosi sul totale delle dosi somministrate: da oltre 2,9 milioni di prime dosi della settimana 7-13 giugno (74% del totale) sono precipitate a 583 mila della settimana 12-18 luglio (15% del totale), con una riduzione complessiva dell’80,3%”.


Per quanto riguarda la popolazione vaccinata Trento e Bolzano, assieme alla Sicilia, occupano gli ultimi posti della classifica. Stando a quanto riporta Gimbe in Provincia di Trento (dati 21 luglio) solo il 57,4% della popolazione ha ricevuto almeno una dose (43,2% entrambe, 14,2% solo la prima). Fa peggio l’Alto Adige con appena il 53,3% della popolazione protetta (46,6% entrambe le dosi, 6,7% solo la prima). Le due Provincie autonome ricoprono rispettivamente il terzultimo e l’ultimo posto in Italia. Per avere un raffronto le prime tre Regioni per popolazione che ha ricevuto almeno una dose sono: Lombardia (67,1%), Puglia (65,2%) e Lazio (65,1%).

 

La principale fonte di preoccupazione, collegata ai ritardi della campagna vaccinale, è la variante Delta, la mutazione del Sars-Cov-2 che si avvia a diventare prevalente in Italia. In tal senso continuano a far paura i quasi 4 milioni di over 60 a rischio di malattia grave non coperti dalla doppia dose di vaccino. Sono 2,15 milioni (12%) gli italiani che non hanno ancora ricevuto nemmeno una dose (dal 21% della Sicilia al 6,9% della Puglia), mentre 1,79 milioni (10%) sono in attesa di completare il ciclo vaccinale. In Alto Adige (secondo dato peggiore) gli over 60 che non hanno ricevuto nemmeno una dose sono il 18,3%, in Trentino invece sono il 12,2% comunque al di sopra della media nazionale.


“L’incremento delle coperture rispetto alla scorsa settimana – puntualizza Renata Gili, responsabile Ricerca sui Servizi Sanitari della Fondazione Gimbe – è quasi esclusivamente legato al completamento di cicli vaccinali: in altri termini, continua a stagnare il numero di over 60 che ricevono la prima dose, segno di una persistente esitazione vaccinale in questa fascia di età”. Peraltro, il trend di somministrazione delle prime dosi per fasce di età conferma l’appiattimento delle curve degli over 80 e delle fasce 70-79 e 60-69 e una flessione per tutte le altre classi d’età, con notevoli differenze di copertura tra le varie classi anagrafiche.

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