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Trento e Bolzano, ancora troppi over 50 non vaccinati: sono oltre il 12%. L’immunità di gregge prevista per la fine di ottobre

La copertura vaccinale nella fascia d’età 20-29 anni ha superato quella di trentenni e quarantenni. Rallentano le vaccinazioni fra gli over 50, in Trentino il 12,3% non ha ricevuto nemmeno una dose

Di Tiziano Grottolo - 02 September 2021 - 12:35

TRENTO. Con i contagi che rimangono stabili prosegue la campagna vaccinale. “I casi – commenta Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe – rimangono tuttavia sottostimati dall’insufficiente attività di testing e dalla limitata attività di tracciamento dei contatti”.

 

Va meglio sul fronte dei ricoveri. “Frena l’aumento dei posti letto occupati – osserva Renata Gili, responsabile Ricerca sui Servizi Sanitari della Fondazione Gimbe – rispetto alla settimana precedente +5,4% in area medica e +7,9% in terapia intensiva”. Eppure in termini assoluti, il numero di pazienti Covid in area medica è passato da 1.088 del 16 luglio a 4.252 del 31 agosto (+291%) e quello nelle terapie intensive da 151 del 14 luglio a 544 del 31 agosto (+260%). A livello nazionale il tasso di occupazione rimane basso (7% in area medica e 6% in area critica), ma si rilevano notevoli differenze regionali: per l’area medica si collocano sopra la soglia del 15% Sicilia (23%) e Calabria (17%); per l’area critica sopra la soglia del 10% Sicilia (13%) e Sardegna (13%).


Se all’inizio dell’estate si stimava che l’immunità di gregge (80% della popolazione vaccinata) sarebbe stata raggiunta per l’inizio di settembre il Governo ha dovuto ridimensionare i suoi piani: secondo le stime di Gedi visual l’obiettivo sarà raggiunto verso la fine di ottobre. In Trentino lo stesso risultato dovrebbe essere raggiunto con qualche giorno di anticipo mentre in Alto Adige si va verso la fine del 2021.

 

Al 1° settembre il 71,9% della popolazione (cioè 42.609.377 persone) ha ricevuto almeno una dose di vaccino (+841.834 rispetto alla settimana precedente) e il 63,9% ha completato il ciclo vaccinale (+1.195.342). In aumento nell’ultima settimana il numero di somministrazioni. “Nonostante la ripresa del ritmo delle somministrazioni – commenta Cartabellotta – il numero di prime dosi sul totale si attesta intorno al 40%: impossibile stimare se e in che misura questo numero sia destinato a salire vista l’indisponibilità di dati pubblici sulle prenotazioni contrariamente a quanto previsto dalla normativa”.


Alcune criticità riguardano le fasce d’età rimaste scoperte o dove la progressione delle vaccinazioni procede a rilento. Se la fascia “più scoperta” (cioè chi non ha ricevuto nemmeno una dose) è quella che va dai 30 ai 39 anni, nella fascia d’età degli over 50 le vaccinazioni sono rallentate notevolmente. Come sottolinea Gimbe, l’87,8% della popolazione over 50 ha ricevuto almeno la prima dose di vaccino, con un incremento settimanale nazionale irrisorio (+0,7%) e nette differenze regionali: dal 92,4% della Puglia al 81,4% della Sicilia. Male anche l’Alto Adige dove il 17,4% degli over 50 è ancora scoperto mentre in Trentino, sempre sopra la media nazionale (12,2%), sono il 12,3%. Complessivamente sono 4,4 milioni gli over 50 parzialmente o totalmente privi di copertura vaccinale, di cui 3,34 milioni (12,2%) non hanno ancora ricevuto nemmeno una dose.


A fronte di un sostanziale appiattimento dei trend di vaccinazione in queste fasce d’età, salgono tutte le curve degli under 50: in particolare s’impenna la fascia 12-19 e quella 20-29 supera le percentuali di copertura delle fasce anagrafiche 30-39 e 40-49.

 

Infine Gimbe ha valutato l’efficacia vaccini. “Considerato che la ‘scadenza’ del Green pass per le persone vaccinate all’inizio dell’anno ha innescato il dibattito sull’opportunità della terza dose – commenta Cartabellotta – la Fondazione Gimbe ha analizzato l’efficacia vaccinale e la durata della copertura sulla base dei dati resi disponibili dall’Istituto Superiore di Sanità”. L’efficacia del vaccino da aprile ad oggi rimane stabile e superiore al 94% nel ridurre i decessi e le forme severe di malattia che richiedono ospedalizzazione e ricovero in terapia intensiva. Per quanto riguarda le diagnosi di Sars-CoV-2, l’efficacia si riduce dall’88,5% (periodo 4 aprile-11 luglio) al 79,7% (periodo 4 aprile-22 agosto). In altri termini si rileva una progressiva riduzione dell’efficacia delle coperture vaccinali nei confronti di infezioni asintomatiche e forme lievi di malattia che non necessitano di ricovero.

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