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| 23 nov 2021 | 19:34

Covid, Ferro: “Dei 12 casi in terapia intensiva nessuno era vaccinato”. Ecco i dati sulle dosi somministrate nei vari territori: ultima la Val di Fassa

I dati sulla copertura vaccinale di ogni territorio: la più protetta è la Val di Sole, ultima la Val di Fassa. Ferro: “Chi non si vaccina corre 11 volte in più il rischio di contagiarsi e di essere ricoverato”

di Tiziano Grottolo e Francesca Cristoforetti

TRENTO. In Trentino 85,1% della popolazione over 12 è stata vaccinata. Un dato superiore a quello della media nazionale che si attesta al 84,2%, eppure non ancora sufficiente per fermare l’epidemia. Infatti, anche se i dati sui contagi rimangono sotto controllo, secondo le autorità sanitarie e politiche non è ancora il momento di abbassare la guardia.

 

Il direttore generale facente funzione dell’Azienda sanitaria Antonio Ferro ha sottolineato i risultati ottenuti grazie alla campagna vaccinale: “Il vaccino protegge dalle forme gravi dell’infezione. Dei 12 casi in terapia intensiva da ottobre a oggi, nessuno era vaccinato e le evidenze dimostrano che chi non si vaccina corre 11 volte in più il rischio di contagiarsi e di essere ricoverato”. Dei 53 ricoveri attuali in ospedale, infatti, 29 sono non vaccinati su un totale di 70.000 non vaccinati in Trentino, mentre 24 sono vaccinati ma su una platea di 410.000 completamente vaccinati.

 

 

Per quanto riguarda le coperture vaccinali su base territoriale la maglia nera va alla val di Fassa. Male anche Val di Fiemme, Primiero, Vallagarina e altopiani Cimbri. Mentre fra i territori più virtuosi ci sono Val di Non, Val di Sole, Valsugana, Val di Cembra e Valli Giudicarie e Rendena. “Il contagio corre sull’asse dell’Adige”, il commento del direttore generale di Apss.

 

Ferro ha infine evidenziato la necessità della terza dose per aumentare l’efficacia del vaccino contro il contagio da Coronavirus sottolineando che attualmente sono già stati prenotati oltre 39mila slot fino a fine anno e al momento sono disponibili per la prenotazione 1.700 posti, che saranno ulteriormente ampliati in base alle disponibilità del personale. Il problema è che dopo 6 mesi il vaccino inizia a perdere l’efficacia: “Per questo – ha chiarito il direttore generale di Apss – la terza dose è importantissima per la tenuta del sistema ospedaliero”. Nelle ultime 24 ore, ha aggiunto Maria Grazia Zuccali, sono già 10mila le persone over 40 che hanno prenotato la vaccinazione.

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