"San Lorenzo", ecco il nome del nuovo hub intermodale: "Da metà giugno aperto il parcheggio interrato con 150 posti auto"
Secondo quanto riferito dal Comune di Trento, il nome San Lorenzo scelto per l’Hub intermodale si ispira all’esempio di altre città come Firenze e Venezia che hanno legato le proprie stazioni all’intitolazione delle chiese vicine o preesistenti (Firenze Santa Maria Novella e Venezia Santa Lucia)

TRENTO. Da lunedì 4 maggio chiude il parcheggio interno al cortile dell'ex carcere in via Pilati con i suoi 69 stalli messi a disposizione della città a fine novembre del 2023 (l’area non è più utilizzabile per la sosta perché sarà occupata dal cantiere legato alla costruzione del nuovo Polo giudiziario), ma a compensare quei posti auto non più disponibili, nel giro di poco più di un mese arriverà un nuovo parcheggio pubblico: "Si tratta della struttura, ormai conclusa, al piano interrato dell’Hub intermodale di Lungadige Montegrappa, dunque sempre in una zona limitrofa al centro", scrive in una nota il Comune di Trento.
L'apertura del parcheggio, con i suoi 150 posti per auto e 11 per le motociclette, è prevista per metà giugno: "La data esatta sarà fissata a breve, in base ai tempi di allestimento degli impianti di gestione, come le casse automatiche, i sistemi di ingresso e la segnalazione dei posti liberi. Si tratta dunque di una struttura che ha una capienza più che doppia rispetto a quella del parcheggio di via Pilati".
Nella giornata di oggi, martedì 28 aprile, è stata scoperta anche la scritta che riporta il nome dell’Hub intermodale, intitolato a San Lorenzo. "Il nome - spiega il Comune di Trento - riprende un toponimo ricorrente nella zona, basti pensare al vicino ponte San Lorenzo, più volte ricostruito durante la sua storia millenaria, e soprattutto alla Chiesa medievale, parte dell’abbazia benedettina edificata alla fine del 1100 su resti romani in quella che allora era la sponda destra dell’Adige. Abbazia poi diventata nel corso dei secoli carcere, lazzaretto, magazzino militare, mutilata in epoca fascista con la demolizione del convento e del chiostro, bombardata durante la seconda guerra mondiale, restaurata e riaperta al culto negli anni Cinquanta grazie a padre Eusebio Jori".
"Il nome San Lorenzo scelto per l’Hub intermodale - si legge - riassume dunque un pezzo di storia di Trento e insieme si ispira all’esempio di altre città come Firenze e Venezia che hanno legato le proprie stazioni all’intitolazione delle chiese vicine o preesistenti (Firenze Santa Maria Novella e Venezia Santa Lucia). 'Hub intermodale San Lorenzo' è una nome che guarda nello stesso tempo al passato remoto e al prossimo futuro di Trento, quello che dovrà dare un ulteriore forte impulso alla mobilità sostenibile grazie anche al potenziamento del trasporto pubblico, allo sviluppo della mobilità leggera e alla nuova funivia del monte Bondone che partirà proprio dal giardino sulla copertura della nuova stazione delle corriere.
Il progetto dell’Hub intermodale prevede la valorizzazione di tutta l’area a oggi divisa dal cavalcaferrovia, compresa quella della chiesa di San Lorenzo. È infatti in via di realizzazione un percorso pedonale, sbarrierato grazie a un ascensore, che collegherà la stazione dei treni e l’Hub San Lorenzo.












