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Coronavirus, l'Alto Adige apre gli impianti da lunedì 18 gennaio: ''Solo per i residenti. Ma pronti a chiudere se epidemia accelera''

Il presidente della Provincia di Bolzano, Arno Kompatscher, firmerà la nuova ordinanza sabato prossimo: l'intenzione è quella di aprire gli impianti con immediata chiusura in caso di peggioramento epidemiologico: ''Un'opportunità in più per gestire l'affluenza in montagna. Ci sono forti limitazioni alla mobilità e quindi l'apertura sarebbe solo per i residenti"

Di Luca Andreazza - 13 gennaio 2021 - 12:52

BOLZANO. A livello nazionale sembra abbastanza scontata la decisione di rinviare ancora l'apertura degli impianti sciistici, ma l'Alto Adige va avanti sulla sua strada: si apre da lunedì 18 gennaio. Dalla val Gardena alla valle Aurina, quasi tutte le località hanno annunciato il via libera alla stagione.

 

Ovviamente la fruizione sarebbe consentita solo agli sciatori residenti perché Roma intende confermare il divieto di spostamento tra Regioni anche in zona gialla, inoltre la mobilità internazionale è bloccata. Il presidente della Provincia di Bolzano, Arno Kompatscher, firmerà la nuova ordinanza sabato prossimo: l'intenzione è quella di aprire gli impianti per i residenti con immediata chiusura in caso di peggioramento epidemiologico.

 

L'indirizzo altoatesino è quello di mantenere le attuali disposizioni: "I dati sono in lieve peggioramento - ha spiegato in conferenza stampa - però la situazione è abbastanza stabile e non intendiamo prevedere eventuali restrizioni. Le mezze misure che prolungano i trend non hanno senso, meglio in caso istituire provvedimenti più drastici per tre settimane per abbassare davvero ospedalizzati, terapie intensive e contagi. Non vogliamo indicare date per la zona rossa, quanto definire i criteri. In questo modo si consente un minimo di programmazione e le soglie da non superare sono chiare" (Qui articolo).
 

Insomma, l'Alto Adige si prepara alle aperture degli impianti, seppur in forma molto ridotta. "Confermiamo le regole attuali anche per hotel, bar, ristoranti e rifugi. La modifica che vogliamo inserire - dice Kompatscher - è quella che del divieto di asporto dopo le 18 nei locali, misura sulla quale si discute anche a livello nazionale. Ci sono forti limitazioni alla mobilità, misure condivise anche nella Conferenza Stato-Regioni senza dibattito perché tutti d'accordo. La data del 18 gennaio è quella annunciata nei giorni scorsi, gli operatori sono a conoscenza che per ora non possono arrivare turisti: la decisione se aprire o restare chiusi viene lasciata alle località. L'affluenza quindi è molto ridotta".

 

Un afflusso basso che riduce notevolmente il rischio di infortuni temuto dagli operatori sanitari. Se però la situazione sanitaria dovesse peggiorare gli impianti verrebbero subito chiusi. "Adesso gli impianti sono chiusi e abbiamo notato una concentrazione di persone in quelle attività consentite - evidenzia il governatore altoatesino - forse è meglio aprire e avere una migliore distribuzione. Comunque è nostra intenzione di prevedere più controlli e azioni più severe per il rispetto delle misure di sicurezza".

 

Fino a sabato prossimo l'Alto Adige è zona gialla, poi dipende dal report di monitoraggio dell'Istituto superiore di sanità. Attualmente le linee guida prevedono una chiusura degli impianti nel passaggio in zona arancione. Ma intanto l'intenzione è quella di aprire, il territorio altoatesino potrebbe procedere forte anche della legge provinciale che supporta ordinanze e decisioni (come la valle d'Aosta che ha votato un provvedimento simile nelle scorse settimane). 

 

"Abbiamo avuto una riunione della commissione tecnica in Stato-Regioni e la proposta avanzata al governo è quella di stralciare questa parte del testo perché non è necessaria, non cambia nulla - prosegue il presidente della Provincia di Bolzano -  in zona gialla c'è un divieto di spostamento tra Regioni, in quella arancione tra Comuni e in quella rossa ci si può muovere solo per salute, lavoro e necessità. In questo modo invece offriamo un'alternativa ai cittadini e c'è una distribuzione migliore sulle attività. La mobilità è sostanzialmente bloccata e saremmo i primi a dire che non è il caso di far partire la stagione del turismo. Si consente un'opportunità in più ai residenti, comunque vediamo nei prossimi giorni. Vogliamo trovare criteri chiari".

 

Nelle scorse ore il Comitato tecnico scientifico ha confermato quanto inserito nelle valutazioni del 7 gennaio, inoltre ha espresso una grande preoccupazione: molte delle regioni in cui si trovano gli impianti sono proprio quelle dove la pandemia colpisce più duramente in questo periodo. Sono arrivate altre conferme: i mondiali di sci in programma a Cortina d'Ampezzo dall'8 al 20 febbraio si svolgono a porte chiuse e con una serie di raccomandazioni per evitare assembramenti. Una situazione simile a quella che dovrebbe caratterizzare le tappe di coppa del Mondo di fine febbraio in val di Fassa. In Trentino invece non sono arrivare ancora considerazioni sulle ipotesi di apertura agli sciatori amatoriali e residenti. 

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