Dopo i caprioli con la testa mozzata, costine e pezzi di carne abbandonati nel bosco. Ma non si dovevano tenere lontani i lupi?
A segnalare la presenza dei pezzi di carne sul sentiero che porta in val San Nicolò – una laterale della Val di Fassa – è stato un escursionista sui social, che dice di aver cercato contattare il Corpo forestale

TRENTO. Prima i cani che fiutano qualcosa poi, dietro gli alberi, la sorpresa: pezzi di carne e costine, evidentemente tagliate a mano, abbandonate nel bosco.
La segnalazione arriva dai social, dove un escursionista ha condiviso le foto del particolare “ritrovamento” lungo il sentiero che porta in val San Nicolò – una laterale della Val di Fassa – dicendo di aver cercato di contattare il Corpo forestale e chiedendosi addirittura se non si tratti di esche avvelenate.
Non è chiaro chi abbia abbandonato i resti nel bosco. Tra i commenti al post qualcuno parla di carne avanzata da una grigliata, ma questo non giustificherebbe in ogni caso un comportamento profondamente sbagliato, che rischia di avvicinare la fauna selvatica, inclusi i grandi carnivori come il lupo.
Introdurre fonti di cibo nel contesto naturale rappresenta infatti un richiamo per gli animali selvatici, che possono diventare in questo modo più confidenti in aree, come i sentieri, ad alta frequentazione – tra l'altro il luogo del ritrovamento sarebbe relativamente vicino a un parcheggio, poco lontano dalla strada sterrata.
Un caso simile, per quanto ben più macabro, era stato segnalato nelle scorse settimane nella zona di Molina di Fiemme, dove una coppia di turisti si era trovata davanti a due caprioli con la testa mozzata a poche decine di metri da dove i due avevano lasciato la macchina.












