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| 11 gen 2021 | 15:58

Coronavirus, il 22% degli operatori dei nidi positivi al Covid a Trento. Bozzarelli: "Faremo tamponi a tutti ogni 3 settimane"

Avrà inizio nei prossimi giorni un programma di screening sugli operatori dei nidi messo a punto dal Comune di Trento. "Saranno sottoposte al tampone 230 persone ogni 3 settimane. Nei mesi di novembre e dicembre sul territorio comunale è stata del 22% la percentuale di insegnanti degli asili nidi positivi al Covid. Un dato preoccupante"

Coronavirus, il 22% degli operatori dei nidi positivi al Covid a Trento
di Lucia Brunello

TRENTO. Nei mesi di novembre e dicembre 2020 sul comune di Trento è stata del 22% la percentuale di insegnati ed educatori degli asili nidi ad essere risultati positivi al coronavirus. Un dato comunicato durante la conferenza stampa di oggi, 11 gennaio, dall’assessora con delega all’istruzione Elisabetta Bozzarelli.

 

Si tratta di una statistica calcolata insieme all’ufficio infanzie e istruzione e che preoccupa il Comune di Trento, che quindi si è subito mosso per correre ai ripari. La positività di così tanti maestri e maestre, infatti, ha fatto sì che molte strutture dovessero sospendere il servizio lasciando così a casa i bambini.

 

Di fronte a questo fatto e all'innegabile rischio per il personale, l’assessora Bozzarelli e all’assessora all'istruzione del Comune di Rovereto, Giulia Robol, hanno cercato un confronto con l’Apss chiedendo una modifica del protocollo che per ora non prevedeva alcuno screening speciale per gli operatori nelle scuole.

 

“Non abbiamo trovato un accoglimento pieno delle nostre richieste", ha spiegato Bozzarelli. "Per questo in Comune abbiamo scelto di procedere autonomamente col fare i test a chi lavora nei nidi. Riteniamo che in un momento così delicato si debba fare qualunque sforzo per salvare vite umane e preservare la scuola”.

 

Nei prossimi giorni verranno definiti gli ultimi dettagli, ma nel complesso lo screening funzionerà così: “Ogni tre settimane i circa 230 operatori che lavorano nei nidi saranno sottoposti ai test, dalle maestre e maestri, alle cuoche o gli addetti alle pulizie. Con ogni probabilità i tamponi saranno fatti nelle farmacie comunali”.

 

I fondi stanziati saranno variabili perché si spera che l'arrivo dei vaccini possa abbassare la percentuale del 22% che tanto spaventa. “Speriamo che con il loro arrivo tra le categorie prioritarie vengano inseriti gli educatori e gli insegnanti di tutte le nostre scuole, non solo dei nidi”.

 

"Da parte nostra faremo tutto il possibile per tutelare il personale dei nidi e le loro famiglie", ha concluso l'assessora.

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