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Coronavirus, primi test sierologici a Vermiglio e Pieve di Bono: 1842 le persone sottoposte al prelievo del sangue

L’indagine coinvolge i cinque Comuni maggiormente colpiti dall’epidemia di Covid-19. Apss: “Le operazioni richiederanno 5 giorni di lavoro. Per chi ha avuto sintomi nell’ultimo mese, oltre ai test sierologici, sarà sottoposto anche al tampone”

Di Tiziano Grottolo - 06 May 2020 - 11:46

VERMIGLIO. Stamattina, 6 maggio, sono ufficialmente partiti i primi test sierologici effettuati dall’Azienda Sanitaria nei comuni di Vermiglio e Pieve di Bono, dopo che nella giornata di ieri ne erano stati eseguiti a Campitello di Fassa. Domani toccherà a Canazei, settimana prossima sarà la volta di Borgo Chiese (QUI articolo).

 

L’indagine coinvolge i cinque Comuni trentini maggiormente colpiti dal coronavirus, territori che (al 31 marzo) contavano percentuali di positivi superiori al 2%: Borgo Chiese (2,83%), Campitello di Fassa (3,23%), Canazei (3,34%), Pieve di Bono-Prezzo (2,21%) e Vermiglio (2,56%).

 

Lo studio servirà per approfondire le conoscenze sul virus Sars-CoV2. In sostanza si tratta di test in grado di fornire importanti dati epidemiologici, in particolare per ricostruire a posteriori l’andamento del contagio e capire meglio l’evoluzione futura dell’epidemia. Più precisamente sarà possibile stimare la presenza di anticorpi anti Sars-CoV2 nella popolazione di tutte le età ad eccezione dei bambini sotto i 10 anni nell’intera area coinvolta, per Comune, per età e per sesso

 

 

“Le operazioni richiederanno cinque giorni di lavoro”, fa sapere Apss, ben 1842 le persone che saranno sottoposte al prelievo del sangue in questi giorni. Nel frattempo, per chi ha avuto sintomi nell’ultimo mese, è previsto anche il tampone. L’adesione della popolazione è stata volontaria e nell’indagine saranno coinvolte complessivamente circa 7.200 persone.

 

“Abbiamo proposto alla popolazione dei cinque comuni trentini – spiega Paolo Bordon, direttore generale di Apss – di partecipare su base volontaria a questa indagine epidemiologica che consentirà di capire quali azioni di sanità pubblica intraprendere per contenere l’epidemia”.

 

Apss ha altresì sottolineato che questi particolari test non avranno carattere diagnostico, ciò significa che non vanno interpretati come una sorta di “patente di immunità al coronavirus”. Pertanto bisognerà continuare ad osservare scrupolosamente le norme igieniche e sul distanziamento personale, oltre all’utilizzo di mascherine chirurgiche e guanti.

 

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