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Coronavirus, nei 5 comuni ''blindati'' percentuali raddoppiate da quando sono cominciati i controlli e i test sieriologici ancora non si vedono

C'è il caso dei 5 Comuni attenzionati: selezionati per la prevalenza di Covid-19, cioè un alto tasso di infezione rispetto alla popolazione: Campitello di Fassa e Pieve di Bono-Prezzo, Canazei, Borgo Chiese e Vermiglio. In queste località per ora sembra essere stato fatto pochino a fronte di un probabile danno di immagine: non si vogliono chiamare "zone rosse" ma comunque sono stati indicati

Di Luca Andreazza - 02 maggio 2020 - 16:26

TRENTO. Non solo gli asintomatici e diversi quesiti sul tavolo (Qui articolo), c'è poi il caso dei 5 Comuni attenzionati: selezionati per la prevalenza di Covid-19, cioè un alto tasso di infezione rispetto alla popolazione: Campitello di Fassa e Pieve di Bono-Prezzo, Canazei, Borgo Chiese e Vermiglio. In queste località per ora sembra essere stato fatto pochino a fronte di un probabile danno di immagine: non si vogliono chiamare "zone rosse" ma comunque sono stati indicati, blindati.

 

Selezionati il 3 aprile scorso, le misure intraprese, qualunque siano state (e che non sembrano così chiare), potrebbero non aver funzionato pienamente o come sperato: una ulteriore diffusione di Covid-19 può certamente avvenire, anche se in "ambiente controllato". Ma i valori si avviano a raddoppiare quasi ovunque: oggi Campitello di Fassa si attesa a 5,7% contro il 3,25% di un mese fa, Pieve di Bono-Prezzo a 5,4% contro 2,71%, Canazei a 4,7% contro 3,41%, Borgo Chiese da 3,36% a 4,9% e Vermiglio a 3,3% contro il 2,57%. 

 

Nel frattempo sono tantissimi i paesi del Trentino che sembrano aver superato la soglia di interesse: quella del 2% della popolazione contagiata, escluso gli ospiti delle Rsa. Nelle località attenzionate è da quasi tre settimane che si annuncia l'imminente partenza di qualche test per comprendere meglio la prevalenza e ricavare informazioni utili

 

Oggi questa soluzione è rappresentata dai test sierologici su base volontaria. La conferma che si dovrebbe iniziare la prossima settimana è arrivata due volte nel corso di questi sette giorni: lunedì 27 aprile (Bordon) e mercoledì 29 aprile (Ruscitti: "Terminata la raccolta dei questionari e dopo aver eseguito i test contiamo di avere i risultati in 10 giorni lavoratori"). Si tratta di circa 8 mila persone in 5 Comuni "intervistate", compreso i minori, quindi la platea dovrebbe ridursi.

Sono stati interessati tutti o come è stato scelto un campione? Come sono stati somministrati i questionaritelefonicamente, online o porta a porta? I cittadini sono a casa per le restrizioni, come mai tempi così lunghi per raccogliere la disponibilità e far partire la sperimentazione? Quanti hanno aderito a questo protocollo? Quali fasce di età? Quali criteri sono stati seguiti? Verranno forniti pubblicamente i risultati?

 

Quesiti che seguono quelli sulla situazione nella case di riposo. E come Il Dolomiti avevamo messo in luce la contraddittorietà di certi dati forniti nel bollettino quotidiano fornito da Provincia e Apss nel corso di queste lunghe settimane di emergenza coronavirus (Qui articolo). Poi il direttore generale dell'Azienda provinciale per i servizi sanitari ha cercato di chiarire quanto avviene nelle Rsa trentine: ci sono 605 morti nel periodo 1 marzo-22 aprile, 296 classificati con Covid-19 e 188 dei quali con tampone e gli altri con scheda Istat per un 48% di tasso di mortalità (Qui approfondimento). E' terminato aprile, si può ipotizzare una ricognizione di due mesi pieni? E' possibile avere anche i decessi registrati nelle case di riposo a gennaio e febbraio di quest'anno

 

Sono tanti gli interrogativi sulle strategie messe in campo dalla Pat. E quello degli asintomatici e delle procedure nei 5 Comuni sembrano dei "casi" dai contorni nebulosi. Alcune restrizioni sono state allentate dalla Provincia in questi giorni, altre cadono da lunedì 4 maggio: in materia asintomatici (vengono cercati?) non sono stati comunicati i dati, in questi giorni partono i tamponi sugli operatori in prima linea, mentre la prossima settimana, per esempio, dovrebbero iniziare i test sierologici e i risultati arriveranno dopo 10 giorni, quindi in piena fase 2 con prospettiva di nuove disposizioni. Il Trentino sembra ancora indietro e la speranza è che questo ritardo non costi una recrudescenza dell'epidemia. 

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