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Trento
24 giugno | 18:31

Documenti sul Cpr secretati, scontro con le associazioni: "Vogliamo le carte urbanistiche e ambientali del progetto"

 La rete locale e Cittadinanzattiva depositano l'istanza di riesame per ottenere le carte urbanistiche e ambientali del progetto

TRENTO. “I Cpr non sono basi militari, sono luoghi in cui si detengono esseri umani, e per questo ci aspettiamo che siano aperti al controllo pubblico, non schermati dietro una norma che li equipara a infrastrutture di guerra”. E' scontro tra le associazioni e il governo sull'accesso alla documentazione integrale riguardante la progettazione e realizzazione del Cpr di Trento.

 

La vicenda è iniziata il 23 aprile quando era stata presentata un'istanza di accesso civico generalizzato tramite lo strumento del Foia (Freedom of Information Act, la normativa sulla trasparenza per l'accesso agli atti pubblici). Il 19 maggio 2026 il Ministero dell’Interno, il Commissariato del Governo e la Provincia Autonoma di Trento hanno risposto negativamente appellandosi alla normativa che classifica i Cpr come opere di sicurezza nazionale, opponendo un diniego totale e indifferenziato a tutte le richieste.

 

Da qui la decisione di Cittadinanzattiva di depositare la formale richiesta di riesame al responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza per sbloccare i documenti. A sostegno, i legali hanno richiamato una solida giurisprudenza ribadendo il fatto che il Tar (Tribunale Amministrativo Regionale) del Lazio e il Consiglio di Stato hanno già escluso in passato l'applicabilità del segreto militare ai dati di localizzazione e all'impatto territoriale di queste strutture.

 

I Cpr non sono basi militari, sono luoghi in cui si detengono esseri umani, e per questo ci aspettiamo che siano aperti al controllo pubblico, non schermati dietro una norma che li equipara a infrastrutture di guerra” ha spiegato il Coordinamento No Cpr .

 

“Pretendiamo che vengano quantomeno desecretati gli atti urbanistici, ambientali e quelli relativi alle modalità di affidamento e gestione della struttura, oppure che venga fornita una motivazione dettagliata per ogni singolo documento negato. In assenza di risposta entro i 20 giorni previsti dalla legge, avvieremo un ricorso giurisdizionale in tribunale. Continueremo a chiedere trasparenza”.

 

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