Ex Agip, "Arpav conferma la bonifica", il Comitato chiede i documenti ufficiali. E sul ricorso al Tar attacca: "Intimidazione del privato verso chi esercita un diritto"
Prosegue la vicenda legata all’ex area Agip: il Comitato Baldenich 24 va avanti con il ricorso al Tar, mentre chiede ulteriori chiarimenti all'Arpav rispetto alla bonifica dell’area. Interviene il capofrazione: "Le parole di Buzzatti destano preoccupazione: abbiamo sempre parlato per atti e documenti, mai per antipatie personali o con la volontà di creare un danno a qualcuno"

BELLUNO. Prosegue la vicenda legata all’ex area Agip, da tempo uno dei punti politicamente più risonanti per la città di Belluno. “Desta preoccupazione il passaggio riportato sulla stampa nel quale si invita a stare attenti a chi firma. Lo dico chiaramente: frasi di questo tipo, soprattutto quando riferite a cittadini che esercitano un diritto legittimo, rischiano di assumere il tono di una pressione indebita o di una forma intimidatoria”.
A parlare è il capofrazione Luigi Filippo Daniele e il riferimento è al ricorso al Tar promosso dall’ultima assemblea frazionale (qui il dettaglio) contro la realizzazione di un supermercato. “Il signor Buzzatti, da quanto leggiamo, si riferisce a chi eventualmente firmerà il ricorso, quindi a me - spiega - o altre associazioni legittimate ad agire. Non possiamo non rilevare come dichiarazioni di questo tipo appaiano come un tentativo di scoraggiare chi sta valutando di rivolgersi al Tar: parlare pubblicamente di richieste di danni rischia infatti di voler spaventare i cittadini, scoraggiare la partecipazione e intimidire chi esercita un diritto garantito dal nostro ordinamento. Da parte nostra abbiamo sempre parlato per atti e documenti, mai per antipatie personali o con la volontà di creare un danno a qualcuno. Vogliamo accettare che sia tutto in regola e il ricorso al Tar è la strada più idonea”.
Oltre a ciò, nel frattempo, è in corso uno scambio con Arpav, alla quale il Comitato di quartiere Baldenich 24 ha inviato richiesta ufficiale di chiarimenti sulle procedure di bonifica nonché la documentazione ambientale relativa all’area. All’ente sono state infatti chieste integrazioni a quelle che sono definite "criticità documentali”, in particolare il nominativo del soggetto che avrebbe autocertificato la bonifica, i certificati dell’analisi chimica del suolo, la documentazione relativa allo smaltimento dei rifiuti speciali e i verbali dei sopralluoghi effettuati durante la bonifica.
Arpav ha risposto pochi giorni fa rilevando che la bonifica deve ritenersi conclusa e che non ci sono i presupposti per ulteriori accertamenti ambientali.
“Tuttavia - sottolinea Daniele - conferma anche che nel 2017 Eni avrebbe trasmesso la copia della relazione tecnica della bonifica, i certificati del laboratorio e i certificati di caratterizzazione ambientale e i verbali dei sopralluoghi Arpav. Il problema è che tutta la documentazione non è stata allegata”.
Il Comitato non è quindi soddisfatto della sola conferma dell’esistenza di tali documenti: da qui l’ulteriore istanza avanzata per ottenerne copia integrale. “La nostra richiesta non nasce da polemiche sterili - conclude - ma da un principio semplice: la trasparenza. Se la bonifica è stata fatta correttamente, non può che esserci soddisfazione da parte di tutti e la questione ambientale, per quanto concerne il fatto in analisi, si chiude definitivamente. Ma in uno stato di diritto l'amministrazione pubblica parla per atti e documenti, non per intenti o affermazioni generiche”.
Il Comitato promette, com’è naturale aspettarsi, di continuare a monitorare la situazione “nell’interesse della comunità di Baldenich, della tutela ambientale del territorio e del diritto dei cittadini ad avere una piena conoscenza degli atti pubblici che riguardano la salute, l’ambiente e l’urbanistica”.












